Fergola: Cava dei Tirreni

Fergola: Cava dei TirreniSalvatore Fergola

(Napoli 1796-1874)

La grotta Bonea a Cava dei Tirreni

1830 circa

Olio su tela, cm 20,2 × 16

Firmato sul retro della tela, a penna: “Fergola”

Provenienza: Roma, collezione privata

Tra i luoghi canonici della pittura paesistica ottocentesca a Napoli, la grotta Bonea, collocata sul percorso che conduceva al celebre luogo ameno del santuario dell’Avvocatella nei pressi di Cava, era considerato un soggetto pittoresco per la compresenza di natura rupestre selvaggia, antichi ruderi e modesti edifici rurali, di volta in volta rappresentati come luogo di ricovero per eremiti o briganti a seconda dell’estro dell’artista. Il motivo interessò esponenti della scuola di Posillipo come Anton Sminck Pitloo e Giacinto Gigante, oltre a Salvatore Fergola, in questo prezioso, piccolo dipinto. La grande mostra organizzata dalle Gallerie d’Italia a Napoli nel 2016 ha finalmente riconosciuto a questo artista il ruolo non solo di protagonista della pittura di veduta del suo tempo, ma anche quello ufficiale, in grado di documentare gli aspetti sociali e le innovazioni tecniche e industriali del regno borbonico.

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