Francesco Hayez

Venezia 1791 – Milano 1882

Giovane monaca. Studio dal vero, 1879

Olio su tela, cm. 40,5 x 50,7

Iscritto, firmato e datato sullo schienale della sedia a sinistra: “Studio dal vero //Franc.° Hayez / fece nell’ età di 89 anni / 1879”

 

Bibliografia: F. Hayez, pp. 282-283

 

 

 

Di questo dipinto, straordinaria testimonianza della fase finale del lungo percorso artistico di Francesco Hayez, si conoscono due versioni, una firmata in basso a destra “Studio dal vero / Hayez” che viene riprodotta e segnalata nel 1890 da Giulio Carotti  nell’elenco delle opere posto in appendice alle Memorie di Hayez presso il conte Aldo Annoni e poi riconsiderata e nuovamente riprodotta dal Nicodemi che la indicava nella raccolta degli eredi del senatore Alessandro Casati (F. Hayez, Le mie memorie, con appendice a cura di G. Carotti  e con discorso di E. Visconti Venosta, Milano 1890, p. 282, fig. p. 230; G. Nicodemi, Francesco Hayez, Milano 1962, p. 265, tav. 221; F. Mazzocca, Francesco Hayez. Catalogo ragionato, Milano 1994, p. 373 n. 424); l’altra, anch’ essa segnalata da Carotti, che era comparsa alla Retrospettiva milanese dedicata all’artista ad un anno dalla scomparsa con l’indicazione: “Testa; studio dal vero ad olio. Giammai esposto. Si tiene per uno degli ultimi suoi lavori del naturale. Prop. Donna Giuseppina Negroni Prati Morosini” (F. Hayez, Le mie memorie cit., pp. 282-283). Proprio questa seconda dovrebbe identificarsi con il nostro dipinto.

Dal confronto tra le due opere le differenze risultano minime, anche se la nostra versione appare decisamente più compiuta nella definizione pittorica per cui si potrebbe pensare ad una prima stesura poi replicata con una condotta più veloce e sommaria. La bella scritta, in cui l’artista mostra tutto il suo orgoglio per una vitalità che l’età non aveva scalfito, conferisce molta importanza al confronto con il vero che del resto era sempre stato al centro della sua poetica. Un vero che però viene elevato ad espressione del sentimento, come avviene anche in questo caso dove appare molto intensa la capacità di introspezione psicologica nell’indagare e riuscire a rendere i pensieri racchiusi nel delicato profilo della bella novizia. Si intravvede anche un leggero turbamento che fa inevitabilmente pensare, se non sapessimo che si tratta invece di uno studio su una modella, alla celebre monaca di Monza dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

L’interesse dell’ opera, che rimane una eccezionale testimonianza dell’eterna giovinezza di Hayez, sta anche nella sua provenienza. Era infatti appartenuta ad una persona che era stata molto vicina all’artista nei suoi ultimi anni. Si tratta della fedele amica la contessa Giuseppina Negroni Prati Morosini, da lui ritratta nel 1853 (Milano, Pinacoteca Ambrosiana),  che è stata protagonista dei circoli culturali milanesi grazia ai legami oltre che con il pittore, con il poeta Andrea Maffei e Giuseppe Verdi, con il quale ha avuto una fitta corrispondenza.

La lunga consuetudine con Hayez doveva cimentarsi definitivamente quando, nel 1869, l’artista le dettò le sue Memorie poi pubblicate nel 180 da Carotti in un’edizione purgata e corretta, rispetto all’autografo originale conservato all’Accademia di Brera, forse dalla Morosini stessa. Sono numerosi i dipinti eseguiti per le dal pittore, come il grande quadro storico di soggetto veneziano non ancora rintracciato Vendetta di una rivale (1853), il ritratto del marito Alessandro, e quelli magnifici delle due figlie ancora bambine Luigia e Antonietta. Non sono mancati infine degli omaggi, come il bozzetto per la grande pala d’ altare con Il martirio di San Bartolomeo, il disegno a penna con Giuseppe che spiega il sogno, un acquerello con una versione del Bacio e per ultimo, probabilmente, proprio questo olio.

Prof. Fernando Mazzocca

 

Bibliografia

HAYEZ 1890

F. Hayez, Le mie memorie, con appendice di G. Carotti e un discorso di E. Visconti Venosta, Milano 1890;

 

Nicodemi 1862

G. Nicodemi, Francesco Hayez, Milano 1962;

 

Mazzocca 1994

F. Mazzocca, Francesco Hayez. Catalogo ragionato, Milano 1994, p. 373 no. 424

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