Rambaldi: autoritratto

Rambaldi: autoritrattoEmanuele Rambaldi

(Pieve di Teco, Imperia 1903-Savona 1968)

Autoritratto

1925

Olio su tavola, cm 45 x 35

Firmato e datato nel cartiglio in basso al centro: EMANUELE RAMBALDI / ÆTATIS SUÆ ANNO XXII / MCMXXV

Provenienza: Italia, collezione privata

Esposizioni e bibliografia: Prima mostra chiavarese d’arte moderna, Chiavari, Palazzo di Giustizia, mostra personale: Sala III, p. 20, n. 159; Attilio Podestà, Rambaldi quarant’anni di pittura, Chiavari, Palazzo Torriglia, Azienda Autonoma di Soggiorno, 4-18 aprile 1964, n. 5; Adriano Grande, Attilio Podestà, E. Rambaldi, Savona, Sabatelli, 1965; Attilio Podestà, Mostra personale di Emanuele Rambaldi, Imperia, Galleria Civica Il Rondò, 18 maggio-2 giugno 1968, n. 2; Attilio Podestà ( a cura di), Mostra di Emanuele Rambaldi: opere dal 1920 al 1935; Genova, Palazzo del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, Accademia Ligustica di Belle Arti, 1-16 luglio 1972, n. 8; Enotrio Mastrolonardo (a cura di), Emanuele Rambaldi (1903-1968), Milano, Galleria d’Arte il Vertice 4-25 ottobre 1973, p. 27; Enotrio Mastrolonardo (a cura di), Emanuele Rambaldi, Bari, Galleria il Grifo, 1-15 novembre 1974, n. 1; Enotrio Mastrolonardo (a cura di), E. Rambaldi. Dipinti Tempere e Disegni, Geo va, Galleria il Vicolo Due, 9 ottobre-6 novembre 1975, n. 1 (fuori catalogo); Emanuele Rambaldi, Genova, Centro d’Arte e Cultura Liguria, 28 ottobre-9 novembre 1978; Vitaliano Rocchiero (a cura di), Mostra dei pittori liguri della Riviera di Levante fra primo ‘800 e primo ‘900. Da Matteo M. Picasso ad Antonio G. Sant’Agata, Chiavari, Palazzo Rocca, 25 maggio-9 giugno 1985, n. 86, p.75, tav. XXI; Enotrio Mastrolonardo (a cura di), Omaggio a Emanuele Rambaldi (1903-1968), Lavagna, Sala Rocca, 26 marzo-7 aprile 1988, p. 19; Franco Ragazzi (a cura di), Emanuele Rambaldi antologica, Imperia, Villa Faravelli, 28 giugno-2 settembre 2007, Genova, 2007, pp. 16, 17, 24, 133, ill. p. 55.

Pittore, disegnatore, incisore, ceramista e designer pressoché autodidatta e di precoce ingegno, rappresenta una delle voci più originali e liricamente intense della pittura ligure degli anni ‘20.

Inizia a dipingere sul finire degli anni ‘10, stimolato dall’amicizia con Achille Funi, Leonardo Dudreville e Alberto Salietti, che a Chiavari, residenza di Rambaldi, trascorrono lunghi periodi. Nelle sue prime composizioni, il cui principale riferimento è un futurismo di plastica presenza, dove il segno pittorico di ascendenza divisionista ora si scompone in corposi tocchi neo pointilliste, ora si ridistende in più sereni e silenti linearismi cromatici di matrice fauves, si mostra sensibile osservatore delle nuove istanze che attraversano la cultura pittorica italiana ed europea.

L’approdo di questa ricerca, alla stregua dei suoi compagni di avventura, è la sintesi plastica di Novecento. Per Rambaldi, quel linguaggio, a lui congeniale, di classica ascendenza e luministica chiarezza si declina nella tenue luce mediterranea della riviera ligure, in parte stemperando l’aspirazione alla monumentalità in rarefatte e silenti atmosfere di lirico sogno metafisico. Se nelle nature morte tra il 1924 e il 1925 forti sono gli echi del realismo magico espresso da Felice Casorati, in questo composto e intenso Autoritratto Rambaldi si riallaccia consapevolmente alla tradizione quattrocentesca, inquadrandosi alle spalle di una mensola e di un evidente cartiglio scritto in latino. L’arcaismo è un omaggio all’antico fare del mestiere dell’artista, un topos fortemente sentito in quegli anni di ritorno all’ordine, e forse, tra i tanti, vi è un ricordo dell’Autoritratto con epigrafe di De Chirico del 1920, pur se diversa è qui la modellazione plastica, sinteticamente e geometricamente impostata. Risalta, nell’astratta fissità dello sguardo, nei volumi netti e nella pacata regia dei contrasti luministici, l’aggrumarsi dell’osservazione sui toni intimistici dell’animo, scevra però di uno psicologismo di matrice individualista, cifra che attraversa, connotandola, l’intera produzione dell’artista.

Il 1925 è anche l’anno della consacrazione di Rambaldi. Riceve il plauso dello scultore Arturo Martini e fonda, assieme al critico Attilio Podestà, il ‘Gruppo d’Azione d’Arte’ che raccoglie, per primo in Liguria, le istanze di Novecento promosso da Margherita Sarfatti. Al ‘Gruppo’ si associa la ‘Bottega’ di cui Rambaldi è direttore artistico e designer e le cui creazioni partecipano a esposizioni in Italia e all’estero. Da questo momento è presente nelle più importanti esposizioni italiane, dalla Biennale di Venezia, dove nel 1940 ha una mostra personale, alle Quadriennali di Roma, alle Esposizioni di Brera, alle mostre sindacali nazionali; e poi attraverso queste, alle importanti rassegne internazionali tenutesi in Europa e negli Stati Uniti. Da evidenziare è anche la presenza alla seconda mostra di Novecento italiano, tenutasi a Milano nel 1929.

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