Jean Léon Gérome - Ritratto di giovane romanaJean-Léon Gerome
(Vésoul 1824 – Parigi 1904)

Ritratto di giovane romana su sfondo di paesaggio

Olio su tela, cm. 83 x 47

Localizzato, datato e firmato, in basso a sinistra: ROME. 1844 / JL.Gerôme

Tracciato con una precisione da medaglista rinascimentale, il profilo della giovane donna si staglia nettamente sullo sfondo celeste della campagna romana, evocata quasi in sintesi dal breve tassello paesaggistico sulla destra. Pur nell’idealizzazione del volto, l’artista ha prestato attenzione a dettagli desunti da un’osservazione diretta del modello in posa: le ciglia dell’occhio nascosto, qualche ciocca scomposta sulla fronte leggermente scorciata, sulla guancia e sul lobo dell’orecchio destro. Il copricapo di tela bianca, ripiegato in corrispondenza della nuca, scopre il dorso bruno della modella, che si impone, al pari del volto, per il suo potente effetto plastico e per l’inserto cromatico del filo di perle di corallo rosso, abbinato ai nastri che decorano la camicia.

Lo stesso costume – con le maniche rigonfie, il fazzoletto bianco che scende a velare le spalle, il dettaglio della collana – è indossato dalla modella della Ciociara (Bergamo, collezione privata), dipinta da Francesco Hayez ed esposta a Brera nel 1842, che presenta anche la medesima pettinatura, con scriminatura centrale dei capelli neri, che incorniciano il viso coprendo le orecchie.

Alla data del 1844 Jean-Léon Gérôme, ventenne, era appena giunto a Roma insieme a Paul Delaroche, nel cui atelier era riuscito a compiere un apprendistato triennale (1840-43), prima che il maestro lasciasse Parigi per recarsi in Italia insieme ad alcuni degli allievi preferiti. Nel contesto della produzione conosciuta di quei primi anni, il presente dipinto che, nonostante l’intento ritrattistico, può essere assimilato agli studi di figura eseguiti dai pensionnairesdell’Accademia di Francia – istituzione presso la quale Gérôme non ebbe l’onore di essere accolto, dopo il fallito tentativo del 1846 – si colloca a fianco di due teste maschili e di una femminile (Cleveland Museum of Art), datata 1844 (Ackerman 1986, cat.7-9, p.184) che colpisce, come in questo caso, per l’incisività del contorno e dell’espressione.

Chiara Stefani