Rossi: autoritratto

Rossi: autoritrattoVanni Rossi

Ponte San Pietro, Bergamo 1894-Milano 1973 

Autoritratto  

1922 

Olio su tela, 44,7 × 34,5 cm 

Firmato e datato in basso a destra: V. Rossi 1922 

Provenienza: Milano, collezione privata 

Considerato l’ultimo divisionista lombardo, grazie alla consuetudine giovanile con Alberto Grubicy de Dragon, che lo supportò anche come mecenate, con Carlo Fornara e la partecipazione nel Gruppo Divisionisti alla prima Biennale di Roma nel 1921, Vanni Rossi guardò anche al misticismo simbolista di Gaetano Previati quando abbracciò la grande tradizione della pittura murale sacra, mirando nel tempo a definire una sua formula aurea, aliena dalle correntiPresente con regolarità alle rassegne italiane e in qualche caso europee con la pittura da cavalletto, dalla Biennale di Venezia alla Permanente di Milano, diventò dunque un protagonista della pittura religiosa, affrescando un gran numero di chiese e santuari con una dedizione indefessa alla pratica artistica e ai suoi significati.  

L’Autoritratto ci restituisce l’impressione dell’afflato spirituale che accompagnò la sua missione artistica. Allo stesso tempo sembra rivelare la condizione esistenziale del giovane pittore nel clima di inquietudine tra le due guerre, dopo i quattro anni trascorsi al fronte, in quel “sentimento percorso da una sottilissima vena di melanconia, da uno spleen tutto lombardo”, e nell’“impalpabile fremito espressionistico” che secondo Giorgio Seveso caratterizzavano più in generale l’intera sua opera (cfr. Tiziano Rossi, Giorgio Seveso, Vanni Rossi: una pittura d’identità tra arte e vitaPonte San Pietro 2009) 

La Galleria Carlo Virgilio & C. ricerca opere di Vanni Rossi (1894-1973)
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