Francesco Hayez

(Venezia 1791 – Milano 1882)

1815-20 circa

Scena di battesimo in una città classica (Clemente vescovo di Ancira?)

Olio su carta riportata su tavola, cm. 66 x 47,5

 

 

Questo dipinto inedito, incantevole anche per la freschezza del suo stato di conservazione, è un olio su carta trasferito in antico su tavola di cui appare indubbia l’assegnazione a Francesco Hayez, anche se rimangono problematiche, proprio per mancanza di supporti documentari, sia la cronologia che l’identificazione del soggetto. Si può avanzare l’ipotesi che rappresenti un episodio della vita di San Clemente di Ancira (Ancira 258 – 312), venerato tanto dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, che, dopo essere diventato vescovo, fu arrestato e torturato ad Ancira (l’odierna Ankara) per essere poi trasferito a Roma al tempo delle persecuzioni contro i cristiani sotto l’ imperatore Diocleziano. Tornato ad Ancira, vi subirà il martirio insieme al diacono Agatangelo che aveva conosciuto a Roma.

Partendo proprio dall’originale impianto compositivo, per cui la scena, molto articolata e vivacissima, si articola, con grande effetto scenografico, su due piani, si può ricollegare il dipinto agli anni, dopo il 1817, appena successivi al rientro di Hayez a Venezia e dunque precedenti al definitivo trasferimento a Milano avvenuto nel 1823. Si tratta di un periodo magico, quando l’artista sperimentava nuovi confini espressivi del linguaggio neoclassico e stava aprendo la strada alla svolta romantica consacrata nel 1820 dal celebre Pietro Rossi, soggetto non più ispirato all’antichità ma alla storia dell’Italia moderna.

Il confronto più pertinente, che consente appunto una datazione plausibile verso la metà del secondo decennio dell’Ottocento e i primi anni di quello successivo, è con La pietà di Ezechia re d’Israele (Austria, collezione privata), il dipinto di tema biblico eseguito per essere inserito in quella serie di opere che costituivano il cosiddetto “Omaggio delle Provincie Venete” voluto da Leopoldo Cicognara, allora Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, in occasione delle nozze di Francesco I d’Austria con Carolina Augusta di Baviera (F. Mazzocca, Francesco Hayez. Catalogo ragionato, Milano, Federico Motta Editore, 1994, pp. 134-135 n. 35; Canova, Hayez, Cicognara. L’ ultima gloria di Venezia, catalogo della mostra a cura di F. Mazzocca, P. Marini, R. De Feo, Venezia, 2017, p. 201). In entrambi i quadri vediamo la compresenza di due scene simultanee, di cui una si svolge in primo piano e l’altra in secondo piano. Il gruppo formato dalle donne imploranti e dal soldato ripreso di spalle in atto minaccioso è proiettato contro il basamento di pietre dell’antico tempio, mentre alla sommità dello scalone, all’ingresso di un maestoso portico a colonne ritroviamo il personaggio e l’episodio principale con il vescovo intento, insieme ad un diacono, a somministare il battesimo.

Colpisce l’abilità nel raggruppare personaggi diversi, come la grande maestria nella conduzione delle voluminose pieghe che avvolgono i corpi o nella definizione anatomica di alcuni personaggi, soprattutto quello inginocchiato in secondo piano verso destra proprio ai piedi della colonna. Vi corrisponde, nella limpida stesura pittorica, una sinfonia di colori teneri ed insieme squillanti che richiamano proprio alla tavolozza utilizzata in quegli anni da Hayez nelle numerose decorazioni, anche ad affresco, eseguite in palazzi pubblici e privati tra Venezia e Padova. Il linguaggio pittorico è complessivamente caratterizzato dalla rapidità e dalla espressività tipiche dei bozzetti, anche se non è possibile stabilire se si tratti del progetto, poi irrealizzato, per una grande pala o la decorazione ad affresco di una chiesa.

Prof. Fernando Mazzocca

La Galleria Carlo Virgilio & C. ricerca opere di Francesco Hayez (1791-1882)
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