Callegari: ritratto amico tasinato

Callegari: ritratto amico tasinatoAdolfo Callegari

(Padova 1882- Arquà Petrarca 1948)

Ritratto del signor Tasinato (Ritratto di Gino Tasinato),

1912

olio su tela, cm 76×60

sul verso “O.F.B.F / estate 1912”, “esposto a Venezia a Cà Pesaro”, “dipinto di Adolfo Callegari ritratto del sig. Tasinato Gino all’epoca”

Bibliografia: Catalogo dell’Esposizione d’arte raccolta nel Palazzo Pesaro a Venezia l’anno 1913, catalogo della msotra (Venezia, Palazzo Pesaro) 1913, n.183; Adolfo Callegari (1882-1948). Da Ca’ Pesaro ai colli Euganei, catalogo della mostra, (Arquà Petrarca, Casa Strozzi Copercini Giuseppin), a cura di Virginia Baradel, Saonara (Padova) 2008, p.26.

 

Si tratta di un raro dipinto del padovano Adolfo Callegari, che nel 1913 lo presenta nella mostra della giovane avanguardia di Ca’ Pesaro a Venezia, e da allora probabilmente mai più esposto. Ha posato uno dei fratelli della famiglia Tasinato, fattori nella campagna tra Padova e la zona euganea, vicini a Callegari. Il quadro è un’acuta analisi del reale affidata a pochi elementi. Un primo piano del giovane uomo chiuso nell’abito scuro, il volto rivolto verso il pittore, lo sguardo pungente, impenetrabile, accentuato dagli occhi cerulei, le labbra sottili e serrate, il naso pronunciato che rafforza l’espressione psicologica dell’uomo. Posta a destra della superficie pittorica e di profilo, la massa del corpo vive bloccata in uno spazio esiguo tra la parete chiara e il labile diaframma che separa lo spazio dipinto dallo spazio reale. Al muro, sommariamente tratteggiato e quasi monocromo, il quadro nel quadro sembra offrire un’illusione di profondità.  Il Ritratto del signor Tasinato è la rappresentazione ‘esistenziale’ della pittura, attraverso l’allegoria di una intimità rarefatta, di un luogo silenzioso dove il tempo sembra scorrere così lento da dare l’impressione di essere immobile.
Nell’estate del 1912, quando esegue questo ritratto, il trentenne Callegari ha cominciato a rivoluzionare la sua vita in seguito alla morte del padre, che lo ha sempre seguito e guidato. Gli impose di iscriversi a Giurisprudenza, fino a laurearsi nel 1906 (lo stesso anno in cui si laurea Felice Casorati), ma poi gli fece imboccare l’agognata strada dell’arte, cercando per lui ambienti artistici dalle posizioni moderate, animati da principi morali saldi.  Aveva così studiato tra Padova e Venezia e poi, come l’amico Bortolo Sacchi, portò a termine la formazione all’Accademia di Monaco, dove si era concentrato sulla pratica del disegno e sulle copie di capolavori nei musei; nel frattempo aveva visitato le mostre di artisti contemporanei.

L’inverno del 1912 lo trascorre ritirato nella campagna padovana di San Pietro Viminario, in compagnia dell’unica zia rimasta della famiglia. Inizia a esporre. La sua pittura si trova su un piano di un’osservazione ponderata delle ricerche della giovane arte nelle mostre di Ca’ Pesaro a Venezia e della Secessione romana, alle quali prende parte.

L’anno dopo a Ca’ Pesaro Callegari espone il Ritratto del Signor Tasinato insieme ad altri due oli e tre acquerelli, dove è notato dalla critica per i suoi interni di elevata poesia. Il pittore cerca nelle composizioni domestiche, negli accordi cromatici pacati, una pittura in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Alla mostra partecipano molti artisti con i quali è in contatto dai tempi dell’Accademia o comunque conosce gli sviluppi della loro arte: Felice Casorati, autore di una grande personale, Gino Cadorin, Umberto Moggioli, Mario Cavaglieri, Gino Rossi, Tullio Garbari, Ubaldo Oppi, lo scultore Arturo Martini, tutti portatori di linguaggi espressivi più liberi.  Per ragioni diverse, Callegari matura la decisione di ritirarsi dal palcoscenico delle mostre. A parte una breve partecipazione alla Grande Guerra, la sua attività espositiva prosegue tuttavia fino al 1922, da quel momento dipingerà soprattutto per passione. Intorno al 1914 aveva acquistato una villa cinquecentesca nel borgo medievale di Arquà, dove Petrarca trascorse gli ultimi anni della vita. Intrattiene buoni rapporti con alcuni amici di Ca’ Pesaro, frequenta la cerchia intellettuale del Conte Cini, coltiva stretti rapporti con Ugo Ojetti e la sua rivista “Dedalo”. Diventato ispettore di Soprintendenza, sindaco di Arquà e Custode della casa del Petrarca, manterrà la direzione del Museo archeologico della cittadina di Este, fino a poco prima della sua scomparsa (1948), diventando presto un archeologo e uno studioso autorevole di Este e del territorio euganeo.

Catalogo dell’Esposizione d’arte  1913
Catalogo dell’Esposizione d’arte raccolta nel Palazzo Pesaro a Venezia l’anno 1913
, exhibition catalogue (Venice, Palazzo Pesaro) 1913.

Adolfo Callegari 2008

Adolfo Callegari (1882-1948). Da Ca’ Pesaro ai colli Euganei, exhibition catalogue, (Arquà Petrarca, Casa Strozzi Copercini Giuseppin), edited by Virginia Baradel, Saonara (Padova) 2008.

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