Il pittore Giovanni Battista Biscarra nacque a Nizza Marittima il 22 febbraio 1790, per trasferirsi successivamente al seguito della famiglia a Firenze nel 1796, dove poté formarsi nello studio di Pietro Benvenuti. Grazie al pensionato concessogli da Vittorio Emanuele I, il pittore poté completare la propria formazione a Roma, dove seguì dal 1815 al 1820 i corsi dell’Accademia di San Luca, entrando in contatto con i massimi esponenti del neoclassicismo internazionale: Camuccini, Canova, Landi. Di questo periodo è il Caino fuggiasco (olio su tela, 1817, Torino, Galleria sabauda), un nudo dall’espressività contratta di evidente derivazione accademica.

Tornato a Torino il pittore inizia una fortunata carriera al servizio della corte sabauda, venendo nominato immediatamente “Primo Pittore di S. M.”, direttore della Regia Accademia e della Scuola del nudo. Tra le prime commissioni reali figura il Ritratto di Vittorio Emanuele bambino (olio su tela, 1820, Vercelli, Museo Borgogna), mentre del 1825 è una Maddalena penitente dipinta per la chiesa di San Domenico di Alba su richiesta del re Carlo Felice (dispersa).

Particolarmente operoso nella riorganizzazione dell’Accademia – del 1824 sono i nuovi regolamenti con un frontespizio inciso da un suo disegno – il Biscarra si premurò di nominare i maggiori esponenti dell’arte neoclassica tra i suoi professori esteri, tra cui Canova, Camuccini e Benvenuti.

Per la Galleria del Daniele in Palazzo Reale il pittore eseguì, a partire dalla fine del 1839, i dipinti raffiguranti Sant’Eusebio, Ludovico della Chiesa, Luigi di Faverges, Ettore Vernazza, Ugone di Cherasco e Pietro Belli,

Morì a Torino il 13 aprile 1851.

Considerando la sua carica di pittore di corte, conquistata fin da giovane, la carriera di Biscarra fu in larga misura impegnata nella realizzazione di dipinti a carattere celebrativo. Ne è un magnifico esempio La promulgazione del Codice Albertino (olio su tela, 1840, Torino, Palazzo di Giustizia), commissionatagli da Carlo Alberto nel 1835, dove ogni personaggio è identificato dalla divisa dettagliatamente descritta nei tessuti, dalle onorificenze e dalle coccarde ufficiali, mentre il re è in piedi in atteggiamento solenne.

In merito all’arte di carattere religioso frequentata dal pittore, tra le migliori realizzazioni risulta il Duca Amedeo VIII di Savoia in preghiera tra i santi Martino, Maurizio, Lazzaro, Francesco di Sales e i beati Umberto e Bonifacio dipinta per la chiesa parrocchiale di San Martino a Torre Pellice (olio su tela, 1844), sapientemente modulata a livello spaziale, dove una certa tradizione aulica settecentesca viene fusa con una sensibilità pittorica purista.

Numerosi risultano i ritratti della famiglia sabauda, tra cui quello di Carlo Alberto (olio su tela, Casale Monferrato, Museo Civico), molto vicino alla ritrattistica francese napoleonide.