Il pittore Luigi Agricola nacque a Roma nel 1758, o 1759, da Gioacchino, anch’egli pittore, che gli impartì le prime lezioni di disegno. In un secondo momento, come tradizione imponeva ad un artista capitolino, Luigi si iscrisse alla scuola di nudo dell’Accademia di San Luca e fu tra gli allievi di Cristoforo Unterperger. Partecipò numerose volte alle prove concorsuali promosse in seno all’accademia, e nel 1789 vinse il primo premio del concorso Clementino. Nel 1800 venne ammesso tra gli accademici della San Luca, ed ottenne la cattedra di pittura nel 1812. Durante l’occupazione napoleonica all’artista venne affidato l’incarico come commissario all’organizzazione delle esposizioni di Belle Arti tenute al Campidoglio. Morì a Roma il 27 gennaio 1821.

Luigi Agricola venne particolarmente apprezzato per la sua attivitĂ  grafica con finalitĂ  illustrative: tra gli altri, eseguì i disegni da trasformarsi in stampa per la raccolta Picturae peristylii Vaticani manus Raphaeli Sanci (1790), i sette disegni per la serie relativa agli Episodi del pontificato di Pio VI (1805), quelli sotto la guida dei Visconti per la descrizioni delle opere del Museo Pio-Clementino. Della sua produzione pittorica, piuttosto ridotta, bisogna menzionare la pala d’altare realizzata su bozzetto di Giuseppe Cades per la chiesa romana di Sant’Antonio dei Portoghesi raffigurante Santa Elisabetta, regina di Portogallo, riconcilia il marito con il figlio (1801). Perduti purtroppo sono il dipinto di grandi dimensioni con Orazio Coclite sul ponte, che eseguì nel 1812 per il Palazzo Imperiale allestito a Monte Cavallo; e quello realizzato per la volta del Salone dei Ministri (Costantino decreta le Pandette). Di quest’ultima commissione fortunatamente ci è giunto un bozzetto preparatorio, conservato presso il Museo Napoleonico di Roma, che mostra Napoleone consegna il Codice delle leggi alla Dea Roma: una testimonianza significativa della maturitĂ  artistica del pittore, completamente calato nella temperie neoclassica, composta da scene sobrie, gesti didascalici e misurati, episodi di storia contemporanea intrecciati con naturalezza alle allegorie del mondo antico.