Nipote del più celebre Luigi, il pittore Carlo Ademollo nacque a Firenze nel 1824.

In seguito ad un viaggio intrapreso nel 1854 insieme ad Altamura, i fratelli Markò, De Tivoli ed altri pittori, nei dintorni di Staggia (campagna senese), con lo scopo di eseguire delle opere en plein air, Carlo Ademollo divenne uno dei protagonisti di quella che sarà nota per l’appunto come “Scuola di Staggia”. Nello stesso torno d’anni, intorno al 1855, l’artista prese a frequentare il Caffè Michelangelo, sebbene non aderì mai pienamente al movimento macchiaiolo. Nel 1866 prese parte alla Terza Guerra d’Indipendenza con il grado di aiutante di campo della Guardia nazionale di Firenze, venendo nominato direttamente dal re pittore dell’armata italiana. Il 14 marzo 1869 fu eletto professore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nello stesso luogo morì il 15 luglio 1911.

Nella sua lunga e proficua carriera, il pittore frequentò in special modo soggetti storici, aderendo con convinzione alla corrente romantica allora dominante in Italia. “Si potrebbe chiamare il pittore del risorgimento italiano, avendo rappresentato i principali episodi dell’accennato periodo” ebbe infatti a dire di lui Romagnoli nella sua “Storia delle arti del disegno” del 1888. A giustificazione di tale affermazione può ricordarsi il dipinto a olio su tela conservato presso il Museo del Risorgimento di Milano La breccia di Porta Pia, caratterizzata da una folla impetuosa e recalcitrante di soldati che occupa tutta la metà inferiore del dipinto, in un’atmosfera che ricorda quella dei più talentuosi battaglisti del Seicento.

Il pittore espose con rinomata frequenza le sue tele alle Promotrici, come nel caso del dipinto raffigurante La morte di Ernesto Cairoli alla battaglia di Varese in quella del 1863, tra le sue opere più conosciute, ora ai Musei Civici di Pavia.