descrizione mostra

Vittorio Zecchin

(Murano 1878 – 1947)

Paesaggio (Annunciazione)

1918

Olio su tela, cm 36,2 × 36,4

Siglato in basso a dx con il monogramma: “VZ”

 

Bibliografia: un secondo esemplare identico è pubblicato in Il wagnerismo nelle arti visive in Italia, catalogo della mostra (Venezia, 8 dicembre 2012 – 8 aprile 2013), a cura di P. Bolpagni, Skira, Milano 2012, n. IV.19, p. 143; M. Finazzi in Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno, catalogo della mostra (Reggio Emilia, 5 novembre 2016 – 14 febbraio 2017), a cura di F. Parisi e A. Villari, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2016, n. 286, p. 295.

Esposizioni: Mostra di bozzetti di pittura e scultura, indetta dal Gruppo femminile dell’Associazione Trento, Lido di Venezia, 1919; per il secondo esemplare: Il wagnerismo nelle arti visive in Italia (Venezia, 8 dicembre 2012 – 8 aprile 2013), a cura di P. Bolpagni; Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno (Reggio Emilia, 5 novembre 2016 – 14 febbraio 2017), a cura di F. Parisi e A. Villari; Maria Monaci Gallenga. Arte e moda tra le due guerre (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, 17 aprile – 3 giugno 2018), a cura di I. de Guttry e M.P. Maino con la collaborazione di G. Raimondi e G. Tarquini.

 

Vittorio Zecchin è stato tra i più importanti artisti italiani della prima metà del Novecento e sicuramente figura paradigmatica di quell’abbattimento dei confini tra arti pure e applicate che ha caratterizzato le vicende artistiche degli ultimi due secoli. Zecchin è stato pittore, designer di arazzi, tessuti, mobili e oggetti d’arredo, soprattutto in vetro. Infatti, dal 1921 al 1925, è stato direttore artistico della più importante fabbrica di vetri italiana, la Cappellin Venini & C., sorte segnata dal destino per chi, come lui, è nato a Murano da padre vetraio.

La sua formazione è stata marcata dalle suggestioni provenienti dalle secessioni europee: suo maestro all’Accademia di Venezia fu Augusto Sezanne, pittore-decoratore vicino agli ambienti di Monaco, sensibile a Böcklin e Von Stuck. Se le prime opere di Zecchin risentono molto dello stile di questi ultimi, l’incontro nel 1905 – in occasione della Biennale di Venezia – con la pittura del giavanese-olandese Jan Toorop si rivela essenziale nell’indirizzare il giovane artista verso esiti che lasciavano alle spalle gli echi naturalistici di cui ancora la pittura monacense era intrisa. Se le linee ritmicamente ondulate e i profili piatti e spigolosi di Toorop si rivelano uno spunto di riflessione ideale, sarà solo nel 1910 che avverrà l’incontro decisivo che porterà il linguaggio di Zecchin a completa maturazione, vale a dire l’incontro con le opere di Klimt, sempre grazie alla Biennale veneziana, in quegli anni vero momento di confronto internazionale per gli artisti italiani. Sincretizzando le suggestioni ricevute dai pittori riformisti d’oltralpe, il veneziano realizzerà nel 1914 l’opera forse più famosa e importante della sua carriera, i pannelli decorativi Le mille e una notte per una saletta dell’Hotel Terminus di Venezia.

Zecchin è stato negli anni dieci del Novecento figura di spicco degli ambienti secessionisti italiani, a partire dalle sue esposizioni alle mostre di Ca’ Pesaro organizzate dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, luogo in cui a Venezia si muoveva il fronte più riformista – se non propriamente avanguardista – della città. L’artista ha esposto poi alle Secessioni romane (1913, 1914 e 1915), oltre che a Monaco (1913). Negli ambienti secessionisti veneziani entra in contatto con Teodoro Wolf-Ferrari (1878-1945) anche lui impegnato sia nelle arti pure che in quelle applicate e anche lui suggestionato dalle secessioni d’oltralpe. Alcuni echi dei paesaggi più simbolisti di Wolf-Ferrari, caratterizzati da una attenzione alla distillazione degli elementi più geometrizzanti della natura, in particolare nelle traduzioni che ne farà in vetro, possono essere colti nel dipinto in esame, Annunciazione. Come nelle opere di Wolf-Ferrari, in questo dipinto sembrano ravvisarsi degli elementi molto vicini agli esiti che di certa pittura francese – dei Nabis, per esempio, in particolare di Maurice Denis – del resto ben diffusa nei circoli capesarini da Gino Rossi, sebbene riletta in chiave più estetizzante.

Ciò che caratterizza il dipinto, concepito come un arazzo (probabilmente bozzetto per un pannello decorativo di maggiori dimensioni), fortemente bidimensionale nella concezione dello spazio e segnato da una giustapposizione di elementi geometrici à plat, sono i colori quasi trasparenti, un’armonia tutta giocata sui toni dei verdi, degli azzurri, dei rosa, che anticipano – in un certo senso – quelli utilizzati per i vetri che progetterà per Cappellin e Vanini a partire dal 1921. Come i vasi di Cappellin, Venini & C. rappresentano uno degli aspetti più eleganti e riusciti del déco italiano, così questa tela preannuncia le geometrie e le asciuttezze (ravvisabili in particolare nelle silhouette degli alberi e nelle due magre margherite che forse rimandano al titolo del quadro, Annunciazione) del gusto decorativo entre-deux-guerres di cui Zecchin fu protagonista. In questo senso, è soprattutto la collaborazione con Maria Monaci Gallenga, amica e sostenitrice dell’artista e del suo lavoro, che si rivelerà centrale, in particolare in alcuni episodi centrali di quegli anni, quale la partecipazione all’Exposition internationale des Arts Décoratifs et industriels modernes del 1925, che rappresenta l’apice del sodalizio tra i due. Infatti, quasi a sancire il principio di tale intesa, l’opera fu acquistata nel 1919 da Monaci Gallenga in occasione della sua esposizione alla Mostra di bozzetti di pittura e scultura al Lido di Venezia. Del dipinto sono note due versioni, la presente e un’altra in collezione FB a Roma, identiche in tutto e per tutto, compresi i dettagli tecnici di tela e telaio. Recentemente l’esemplare FB è stato esposto alla rassegna dedicata alla stilista e gallerista romana alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

 

Matteo Piccioni

 

La Galleria Carlo Virgilio & C. ricerca opere di Vittorio Zecchin (1878-1947)
Per acquistare o vendere opere di Vittorio Zecchin (1878-1947) o per richiedere stime e valutazioni gratuite


Tel +39 06 6871093

Mail info@carlovirgilio.it

Whatsapp +393382427650

oppure scrivici qui: