Benedetto Boschetti

(Roma 1820-1860 circa)

Vasca all’antica, dalla cosiddetta urna in porfido di Marco Agrippa

1850 ca.

Marmo nero antico, cm (h) 28,9 x 40,5 x 25, 2

Si tratta di una copia dall’antico in scala ridotta. Il celebre prototipo classico era una vasca in porfido scavata nel 1443 nelle terme di Agrippa, considerata l’urna di Marco Agrippa e collocata nel vestibolo del Pantheon, dove rimase fino al riutilizzo nel 1732 come sarcofago per il Monumento a Clemente XII nella cappella Corsini in Laterano. Questa tipologia, sopravvissuta anche in altri esemplari antichi, aveva avuto una vasta fortuna in età moderna, ripresa ad esempio da Antonio Rossellino per la Tomba del Cardinale del Portogallo a San Miniato a Firenze, e celebrata da Giovanni Battista Piranesi nell’incisione proprio del Labrum in porfido da Campo Marzio, usurpato come urna del monumento pontificio laterano.

La splendida riduzione della vasca in marmo nero antico rientra in quella produzione manufatturiera di lusso di copie in scala ridotta dalle statue, dai monumenti e dagli oggetti d’arredo antichi, che botteghe romane specializzate realizzavano in diversi materiali – dal bronzo, al sughero, al biscuit, alle gemme, al commesso in pietre dure, ai marmi colorati – al servizio dei viaggiatori del Grand Tour. Anche nel corso dell’Ottocento questi oggetti consentivano ai collezionisti di riportare in patria memoria di un viaggio d’istruzione che era considerato un vero e proprio percorso di crescita intellettuale ed estetica, coltivato sui monumenti antichi così ricchi di evocazioni storiche e letterarie.

Dopo celebri botteghe come quella dei Valadier, di Boschi, Righetti, Raffaelli, Volpato, Spagna e nell’Ottocento dei Cardelli, di Sibilio, nei decenni centrali del secolo fiorì dunque la bottega di Benedetto Boschetti, in via Condotti 74, che alla pari della ditta Jollage Hopfgarten era impegnata nella produzione di piccoli bronzi dall’antico. Come Giacchino Barberi era specializzata poi nei micromosaici, venendo premiata alla Great Exhibition di Londra del 1851 per due piani a mosaico a smalto filato. Ma soprattutto tipici di Boschetti sono oggetti in marmo raramente firmati e il più delle volte ricondotti alla sua produzione su basi formali. Lucerne, vasi, vasche, a volte fedeli repliche dall’antico, altre libere commistioni di elementi decorative, furono spesso realizzate riutilizzando materiali di scavo come il giallo, il rosso e il verde antichi. In questi oggetti in particolare Boschetti si distingueva per una particolare raffinatezza e precisione dell’intaglio, caratteri che si ritrovano nella dettagliata e filologica vasca in nero antico. L’opera è accompagnata per tradizione collezionistica da un rilievo a penna dello stesso sarcofago, realizzato forse da un architetto viaggiatore nell’ultimo decennio del Settecento e conservato in cornice coeva (Inchiostro bruno e matita su carta, mm 185 x 240).

vasca

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