{"id":6144,"date":"2012-05-09T13:41:49","date_gmt":"2012-05-09T13:41:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlovirgilio.it\/mostra\/intorno-alla-scultura\/"},"modified":"2017-05-25T11:04:36","modified_gmt":"2017-05-25T09:04:36","slug":"intorno-alla-scultura","status":"publish","type":"mostra","link":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/mostra\/intorno-alla-scultura\/","title":{"rendered":"Intorno alla scultura"},"content":{"rendered":"<p><strong>A COLLOQUIO CON GIUSEPPE DUCROT<\/strong><\/p>\n<p><strong>In questo percorso sulla scultura, dal Settecento a Ducrot, in cui la presenza dei dipinti in qualche modo testimonia la fortuna di quest\u2019arte\u00a0presso le altre e il suo primato tra Settecento e Ottocento con la figura di Canova, \u00e8 curioso che che la tua opera, che chiude il volume, si colleghi formalmente a quelle iniziali all\u2019insegna dello stile barocco.<\/strong><\/p>\n<p><strong> Come vedi in questo itinerario il tuo rapporto con la tradizione, tema portante dei tuoi lavori?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio approccio \u00e8 di dialogo, senza problemi nell\u2019affrontare dei rapporti\u00a0specifici con il passato reso per\u00f2 contemporaneo. Il Carlo III si rif\u00e0 a un quadro di Mengs. Da l\u00ec sono ripartito per rifarlo completamente.<\/p>\n<p>La cosa che fa scattare il meccanismo \u00e8 il processo di assorbimento, di fare mie delle cose che mi colpiscono. Qualsiasi composizione di un quadro o di una scultura, anche abbastanza anonima, porta il meccanismo per cui lo voglio far mio, lo voglio rielaborare. E non deve essere per forza differente. Ispirarsi a un oggetto \u00e8 una grande libert\u00e0. Qualsiasi statua deve dire qualcosa, anche se \u00e8 la replica di un\u2019altra. Riuscire a dare vita a quella materia o no, questo \u00e8 il discorso. L\u2019originalit\u00e0, o meno, viene in secondo piano. Tutta la storia dell\u2019arte \u00e8 fatta di ispirazioni tra artisti che guardano altri artisti.<\/p>\n<p>Vivendo qui, in Europa e a Roma, \u00e8 fisiologico guardare al contesto classico e barocco. Il senso classico del barocco \u00e8 italiano. Il barocco \u00e8 una forma d\u2019arte che non ha mai smesso di esistere, prosegue a Napoli per automatismo fino a fine Ottocento, nella nostra tradizione non \u00e8 mai finito e i suoi ultimi esempi sono i santini che utilizzavano ancora il linguaggio barocco. Anche alla fine dell\u2019Ottocento si vede la fortuna del barocco, in Rutelli ad esempio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tra i lavori che presentiamo c\u2019\u00e8 quella continuit\u00e0 della tradizione in cui\u00a0rientra secondo te anche il barocco?<\/strong><\/p>\n<p>Certo che c\u2019\u00e8 continuit\u00e0, Greco utilizza il volume romano, presente anche nei primi busti di questa mostra, quelli di Cavaceppi. Il volume romano corrisponde ai piani larghi, cosiddetti di respiro, che alla fine dell\u2019Ottocento, con il realismo, si vanno a perdere. Il volume largo \u00e8 quando i piani hanno un respiro tra loro che ti riporta alla classicit\u00e0 del rapporto astratto con l\u2019oggetto.<\/p>\n<p>Il punto di rottura \u00e8 il naturalismo, che abbandona l\u2019idea classica e\u00a0barocca del volume largo. La ritrattistica ti fa capire la matrice del linguaggio, come nel ritratto di Della Valle, con l\u2019occhio romano, architettonico, con le virgole.<\/p>\n<p>Rambelli ha una volumetria da paese socialista. Le sue sculture non sono fasciste, sembrano sovietiche, per i volumi pieni. La scultura fascista discende dal classico, romano e greco. In Unione Sovietica si rielabora l\u2019elemento fotografico, schematizzato nelle ombre, nelle sfaccettature cubiste.<\/p>\n<p>Leoncillo \u00e8 un caso a parte. \u00c8 interessante il suo iter. Per lui ho una predilezione, senti la sua capacit\u00e0 di improvvisazione, con alle spalle qualcosa di sperimentale e di anti-ideologico, importante in quel periodo. Senti una grandissima libert\u00e0. Nelle ultime opere astratte capisci che possono essere concepite da uno che proveniva da un discorso classico. Quelle opere astratte, con smalti e fuoriuscite di materia opaca hanno una carica classicista chiarissima. Tra le cose pi\u00f9 belle che ha fatto. Hanno l\u2019equilibrio cosiddetto latino nella distribuzione dei pesi, mai dinamiche.<\/p>\n<p>Il ritratto di Messina \u00e8 una vera invenzione, di forte personalit\u00e0. Schiaccia le forme, allunga il collo finissimo, deforma verso l\u2019alto la sagoma del cranio. Ha degli effetti pittorici e una patina straordinaria. Appartiene ai livelli massimi della sua ritrattistica, spenta poi negli anni Sessanta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A COLLOQUIO CON GIUSEPPE DUCROT In questo percorso sulla scultura, dal Settecento a Ducrot, in cui la presenza dei dipinti in qualche modo testimonia la fortuna di quest\u2019arte\u00a0presso le altre e il suo primato tra Settecento e Ottocento con la figura di Canova, \u00e8 curioso che che la tua opera, che chiude il volume, si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":5562,"template":"","stato_mostra":[72],"class_list":["post-6144","mostra","type-mostra","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","stato_mostra-terminata","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostra\/6144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostra"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mostra"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"stato_mostra","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/stato_mostra?post=6144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}