{"id":6132,"date":"2012-05-23T14:12:50","date_gmt":"2012-05-23T14:12:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlovirgilio.it\/mostra\/antonio-rizzi-1869-1940\/"},"modified":"2017-05-25T10:57:48","modified_gmt":"2017-05-25T08:57:48","slug":"antonio-rizzi-1869-1940","status":"publish","type":"mostra","link":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/mostra\/antonio-rizzi-1869-1940\/","title":{"rendered":"Antonio Rizzi (1869-1940)"},"content":{"rendered":"<p><strong>GENESI DI UN&#8217;OPERA PUBBLICA<\/strong><br \/>\n<strong> Studi e disegni di Antonio Rizzi per le lunette del Vittoriano<\/strong><\/p>\n<p>I bozzetti e i disegni qui presentati compongono un\u00a0corpusomogeneo, nella quasi totalit\u00e0 inedito, che documenta il lavoro preparatorio di Antonio Rizzi per le lunette a mosaico del propileo ovest del Vittoriano. La loro pubblicazione colma una lacuna nella conoscenza del lungo e laborioso iter artistico che vide impegnato il<br \/>\npittore dal 1912 al 1921. Poco, infatti, era noto finora circa il lavoro svolto da Rizzi durante le complesse vicende legate al concorso che lo vide vincitore insieme a Giulio Bargellini, al quale furono affidate le lunette del propileo est del Monumento a Vittorio Emanuele\u00a0(1).<br \/>\nQuesto studio si pone come una prima proposta di ricostruzione del processo creativo che ha portato all&#8217;esecuzione delle opere definitive. Si \u00e8 cercato di individuare le diverse fasi del lavoro e di ricondurre ad esse i numerosi studi di figura che fanno parte di un nucleo grafico dalla forte uniformit\u00e0 tecnica. L&#8217;artista si serve sempre di una carta colorata, avana, grigia, in qualche caso verdina, su cui disegna con il carboncino, utilizzato come\u00a0medium\u00a0in grado di esaltare la potenza espressiva di un segno &#8220;elegante e aspro&#8221;\u00a0(2), ravvivato da tocchi di lumeggiature. Caratteristica del fare artistico di Rizzi \u00e8 l&#8217;elaborazione dell&#8217;idea attraverso un&#8217;assidua pratica del mezzo grafico, come testimoniano i numerosi disegni preparatori per le sue opere\u00a0(3).<br \/>\nNel caso dei disegni per il Vittoriano, la loro abbondanza \u00e8 dovuta anche alla mancanza di un programma iconografico preciso e ai continui cambiamenti, variazioni e ripensamenti imposti dalla Commissione giudicatrice. Di conseguenza le vicende del concorso risultano determinanti per lo studio e la datazione di questo materiale.<br \/>\nL&#8217;idea del Vittoriano fu concepita nel 1878 quando, alla morte di Vittorio Emanuele II, il Parlamento decise di dedicargli un monumento per celebrarlo come Padre della Patria. Il primo Concorso Internazionale fu indetto nel 1880 e, per l&#8217;indeterminatezza del tema, serv\u00ec soltanto ad individuare le linee direttrici di quello che sarebbe stato, nel 1882, il bando del secondo concorso, vinto da Giuseppe Sacconi. Se la scelta del progetto segu\u00ec un iter complesso, ancora pi\u00f9 articolate furono le sue vicende successive. Posata la prima pietra il 22 marzo 1885, il monumento non ancora terminato fu inaugurato nel 1911 e, a seguito di ulteriori concorsi per la decorazione scultorea e musiva, si giunse al suo effettivo completamento intorno al 1935, anche se per quasi un altro decennio continuarono lavori minori di rifinitura e restauro\u00a0(4).<br \/>\nLe lunette a mosaico risultano essere l&#8217;ultima opera realizzata prima che, con il trasporto nel 1921 delle spoglie del Milite Ignoto, il monumento si caricasse di una nuova valenza simbolica.<br \/>\nIl Concorso Nazionale per la loro realizzazione, bandito l&#8217;8 novembre del 1912, non forniva alcuna indicazione sui temi da svolgere, se non quella generica di trarre ispirazione dai concetti di Unit\u00e0 e Libert\u00e0, gi\u00e0 rappresentati dagli altorilievi sui frontoni dei due propilei\u00a0(5).<br \/>\nI bozzetti, consegnati il 30 giugno 1913, vennero esposti al pubblico nella Sala dei Modelli del Vittoriano dal 20 al 27 luglio\u00a0(6)\u00a0e non furono accolti favorevolmente dalla critica, che lament\u00f2 una scarsa aderenza dei partecipanti all&#8217;unica condizione suggerita dalla commissione\u00a0(7). La Sottocommissione Tecnico-Artistica fu chiamata a giudicare quarantanove concorrenti\u00a0(8)\u00a0tra i quali selezion\u00f2 sei artisti: Giulio Bargellini, Paolo Baratta, Antonino Calcagnadoro, Antonio Rizzi, Ferruccio Ferrazzi e Rodolfo Villani, le cui opere furono definite di &#8220;notevole pregio&#8221;\u00a0(9). La Sottocommissione lament\u00f2 tuttavia un eccessivo affollamento delle composizioni, difficili da tradurre in mosaico e non adatte ad una visione dal basso.<br \/>\nAntonio Rizzi partecip\u00f2 con due serie di quattro lunette\u00a0(10)\u00a0dal titolo:\u00a0L&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, Avvenire d&#8217;Italia, La Prosperit\u00e0 Interna, L&#8217;Espansione Coloniale, e\u00a0Libert\u00e0 d&#8217;Italia, Libero pensiero, Virt\u00f9 politiche, Alla pace.<br \/>\nLe quattro tempere qui esposte (cat. 1-4), sono una prima idea delle raffigurazioni\u00a0Avvenire d&#8217;Italia\u00a0e\u00a0La Prosperit\u00e0 Interna\u00a0(11).<br \/>\nDue giorni dopo la Commissione Reale dichiar\u00f2 vincitore Bargellini per il propileo dell&#8217;Unit\u00e0 e nel corso della medesima adunanza, mancando un consenso netto sull&#8217;artista cui affidare la decorazione dell&#8217;altro propileo, si pens\u00f2 inizialmente di bandire un secondo concorso riservato ai pittori Baratta, Calcagnadoro e Rizzi. Ernesto Basile sugger\u00ec invece di designare immediatamente l&#8217;altro artista: Bistolfi segnal\u00f2 quindi Ferrazzi, i cui bozzetti furono per\u00f2 definiti da Sartorio &#8220;capricci eleganti poco rispondenti al tema&#8221;; Basile propose allora il nome di Rizzi, suscitando l&#8217;approvazione generale, anche in considerazione del fatto che i suoi lavori ben si accordavano, per il tema, con quelli di Bargellini. Di quest&#8217;ultimo vennero scelti i soggetti relativi al tema dell&#8217;Unit\u00e0 mentre per Rizzi le prove considerate migliori furono quelle ispirate all&#8217;idea di Libert\u00e0. Vennero infatti scelte le quattro lunette dai titoli\u00a0Libert\u00e0 d&#8217;Italia, Libero pensiero. Virt\u00f9 politiche\u00a0e\u00a0Alla pace. Gli oli qui esposti (cat. 7-10) rappresentano una prima elaborazione delle tele presentate al concorso, due delle quali sono ora conservate al Museo Civico di Cremona.<br \/>\nPrima dell&#8217;assegnazione definitiva la Commissione impose ai due vincitori l&#8217;esecuzione di un modello al vero di una lunetta e di un saggio a mosaico di un particolare, riservandosi comunque il diritto di apportare tutte le modifiche ritenutenecessarie\u00a0(12).<br \/>\nPer questa seconda prova Rizzi scelse un soggetto differente da quelli presentati in precedenza, realizzando una lunetta dal titolo\u00a0Il Valore, nota attraverso una fotografia pubblicata su &#8220;Trentino&#8221;(13), di cui esiste un disegno preparatorio conservato in collezione privata\u00a0(14). Il saggio a mosaico raffigurante un particolare della lunetta concepita da Rizzi si trova nella Gipsoteca del Monumento,<br \/>\ninserito all&#8217;interno di un camino in laterizi denominato &#8220;Camino Sacconi&#8221;\u00a0(15).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.carlovirgilio.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/antonio-rizzi-bozzetto-per-avvenire-d-italia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1983 aligncenter\" title=\"Antonio Rizzi - Bozzetto per Avvenire d'Italia\" src=\"http:\/\/www.carlovirgilio.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/antonio-rizzi-bozzetto-per-avvenire-d-italia.jpg\" alt=\"Antonio Rizzi - Bozzetto per Avvenire d'Italia\" width=\"235\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Bozzetto per\u00a0Avvenire d&#8217;Italia<\/em>\u00a0(cat. 1)<\/p>\n<p>Nel giugno del 1914 queste nuove prove sottoposte al giudizio della Sottocommissione furono valutate negativamente (quella di Rizzi venne definita &#8220;di unduro classicismo tedesco&#8221;) perch\u00e9 non in armonia con l&#8217;architettura del monumento: il giudizio definitivo venne comunque delegato alla Commissione plenaria\u00a0(16). I cartoni al vero raffiguranti\u00a0Il Valore\u00a0e\u00a0La Fede, fatti posizionare nelle lunette del propileo sinistro, non furono approvati dalla Commissione che invit\u00f2 i due artisti a rielaborare le opere semplificandone la composizione e tenendo conto dell&#8217;architettura e del carattere del monumento. I nuovi lavori dovevano dunque ispirarsi ad un concetto di stretta simmetria e i gruppi delle figure dovevano avere una rispondenza con le linee architettoniche della costruzione. Venne richiesto a Rizzi e Bargellini di presentare nuovi bozzetti a colori di tutte le lunette &#8220;a un quarto del vero&#8221;\u00a0(17).<br \/>\n\u00c8 questo probabilmente il periodo di maggiore operosit\u00e0 dell&#8217;artista che, costretto dalle richieste della Commissione e della Sottocommissione a modificare le proprie composizioni, giunse alla soluzione definitiva attraverso una continua ridefinizione delle masse e numerosi ripensamenti nell&#8217;impaginazione complessiva delle figurazioni.<br \/>\nLo studio del cospicuo materiale esposto ci porta a ipotizzare che Rizzi abbia deciso in un primo momento di semplificare le proposte approvate nel 1913, come \u00e8 evidente dai disegni a carboncino caratterizzati da una maggiore essenzialit\u00e0 (cat. 13-16), e in seguito di modificare ulteriormente le scene fino a giungere, attraverso numerose variazioni, ad un cambiamento di carattere formale oltre che ad una scelta differente dei temi da rappresentare (cat. 22-29).<br \/>\nNella stesura finale l&#8217;artista semplific\u00f2 l&#8217;impianto compositivo rendendolo pi\u00f9 ieratico e sacrale, attraverso una rigida simmetria lontana dal dinamismo dei primi bozzetti.<br \/>\nIl 28 aprile 1915 i nuovi lavori presentati dai pittori furono approvati dalla Commissione che li giudic\u00f2 aderenti alle linee architettoniche dell&#8217;edificio: &#8220;II progresso compiuto da Antonio Rizzi nel senso della decorazione \u00e8 rimarchevole. Le composizioni presentate oggi sono quattro lunette architettonicamente equilibrate e le linee costruttive della parete partecipano al disegno di ciascuna come l&#8217;essenziale elemento schematico. [&#8230;] Queste invenzioni del Rizzi sono nobili, corrette, degne, laddove quelle del Bargellini, anche se lievemente ineguali, sono profondamente sentite&#8221;\u00a0(18).<br \/>\nLe quattro tele oggi conservate a Cremona, molto vicine alla soluzione definitiva dei mosaici, sono probabilmente le prove a un quarto dal vero approvate nel 1915 dalla Commissione, che ordin\u00f2 successivamente agli artisti di &#8220;metter mano ai grandi cartoni&#8221;\u00a0(19).<br \/>\nNel novembre 1917 la Sottocommissione esamin\u00f2 il cartone deL&#8217;Unione, nel 1918 quello de\u00a0La Pace, nel 1919 approv\u00f2 definitivamente\u00a0La Legge\u00a0e, infine, l&#8217;anno successivo il cartone dell&#8217;ultima lunetta raffigurante\u00a0Il Valore\u00a0(20), per la quale si chiede ancora una volta la semplificazione della composizione, giudicata &#8220;alquanto ingombra di particolari&#8221;. Alcune fotografie dell&#8217;epoca (cat. 30, 34, 39, 49) testimoniano i diversi stadi della stesura finale del lavoro di Rizzi e le varianti che continu\u00f2 ad apportare sino alla loro traduzione in mosaico. Questa venne affidata ai maestri romani della Scuola di San Pietro e alla Cooperativa Musaicisti Veneziani, che lavorarono sotto la personale sorveglianza di Rizzi e Bargellini nei laboratori ricavati dagli ambienti della chiesa di S. Rita, sottostanti ai locali dell&#8217;Ufficio Tecnico del Monumento.<br \/>\nNel 1921 tutte le lunette erano terminate e poste nella loro sistemazione definitiva: nel propileo ovest, o della Libert\u00e0, le raffigurazioni del\u00a0Valore, della\u00a0Legge, della\u00a0Pace\u00a0e dell&#8217;Unione, opera di Antonio Rizzi; nel propileo est, o dell&#8217;Unit\u00e0, quelle della\u00a0Forza, della\u00a0Fede, del\u00a0Lavoro\u00a0e della\u00a0Sapienza\u00a0di Giulio Bargellini.<br \/>\nIl Valore\u00a0\u00e8 caratterizzato dalla figura di un giovane eroe che tempra la spada sull&#8217;ara della libert\u00e0 mentre dalla fiamma si innalzano i fantasmi della Gloria. Alcuni armati e un giovane coribante assistono alla scena.<br \/>\nLa Legge\u00a0ha il suo fulcro nella figura centrale della Giustizia assisa in trono nell&#8217;atto di inguainare la spada, con intorno le personificazioni delle altre virt\u00f9 del buon governo: Sapienza, Temperanza, Forza, Prudenza e Magnanimit\u00e0. Delle quattro lunette \u00e8 quella che maggiormente ricorda nel forte decorativismo, nei preziosismi delle vesti e dei gioielli e nell&#8217;eleganza delle figure le cadenze secessioniste.<br \/>\nLa Pace \u00e8 contraddistinta dalla figura di Demetra che reca sul braccio un covone di spighe. Le altre figure, poste intorno ad un fontana circondata da rose e colombe, rappresentano l&#8217;Agricoltura, la Famiglia, la Civilt\u00e0 e l&#8217;Arte.<br \/>\nL&#8217;Unione\u00a0\u00e8 rappresentata dall&#8217;incontro tra un Soldato e un Poeta, simboli del Pensiero e dell&#8217;Azione\u00a0(21). Ai lati l&#8217;aquila e il toro, emblemi di Roma e Torino\u00a0(22).<br \/>\nLe composizioni sono costruite secondo una scansione verticale definita da un nucleo centrale cui si affiancano altre figure che proseguono lo slancio delle colonne sottostanti. Lo spazio \u00e8 cadenzato da finte architetture costituite da pilastri o edicole che incorniciano i personaggi principali della scena. Le figure, realizzate con vigoroso plasticismo, richiamano nei corpi possenti esempi classici (il nudo seduto nella lunetta de\u00a0L&#8217;Unione\u00a0\u00e8 una puntuale citazione michelangiolesca) cuinon mancano precisi rimandi alla scultura di Wildt e Mestrovic.<br \/>\nLe lunette sono il risultato di un percorso artistico che ha portato Rizzi da una pittura di stampo naturalistico ad un linguaggio maturato in contatto con la cultura modernista e sono contraddistinte da un solido gusto decorativo di ascendenza Liberty, in cui l&#8217;artista coniuga echi neo-bizantini tipici della secessione con un solido impianto monumentale. Momenti fondamentali di questo percorso sono la collaborazione con &#8220;Novissima&#8221; e il dipinto Mereiai del 1906, in cui l&#8217;artista sancisce, attraverso un esplicito omaggio a Sartorio, l&#8217;adesione a quel simbolismo che nelle opere del Vittoriano raggiunge gli esiti pi\u00f9 compiuti e significativi.<\/p>\n<p><em>di Antonella Dell&#8217;Ariccia<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><br \/>\n1) Sono ormai noti diversi studi preparatori per le lunette eseguite da Bargellini. A questo proposito si veda Pasqualina Spadini,\u00a0Giulio Bargellini, in\u00a0Schede 1982, catalogo della mostra (Roma, Galleria Carlo Virgilio, 1982-1983), Roma 1982; Simona Antellini,\u00a0Il Liberty al Vittoriano, Artemide Edizioni, Roma 2000; Anna Maria Damigella (a cura di),\u00a0L&#8217;artista studente. I concorsi del Pensionato Artistico Nazionale di Pittura 1891 &#8211; 1939, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna, 2002), SACS, Roma 2002.<\/p>\n<p>2) Rossana Bossaglia,\u00a0Antonio Rizzi (1869-1940) dal verismo alla pittura celebrativa, catalogo della mostra (Cremona, Centro Culturale &#8220;Citt\u00e0 di Cremona&#8221;, 1996), Cremona 1996, p. 14.<\/p>\n<p>3) Cfr. Pietro Bonometti,\u00a0La grafica di Antonio Rizzi, in R. Bossaglia, cit., pp. 37-71.<\/p>\n<p>4) Per le vicende del Monumento a Vittorio Emanuele II si veda Francesco Sapori,\u00a0Il Vittoriano, Roma, 1946;\u00a0Il Vittoriano, Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, Fratelli Palombi Editori, 1 vol., Roma 1986, II vol., Roma 1988; S. Antellini,\u00a0II Liberty&#8230;, cit.<\/p>\n<p>5) Nel timpano del pronao dell&#8217;Unit\u00e0, sopra l&#8217;iscrizione\u00a0Patriae Unitati, vi \u00e8 un altorilievo di Enrico Butti, in quello della Libert\u00e0, sopra l&#8217;iscrizione\u00a0Civium Lihertati\u00a0vi \u00e8 un altorilievo di Emilio Gallori. Per la scultura al Vittoriano si veda S. Antellini,\u00a0Il Vittoriano. Scultura e decorazione tra classicismo e liberty, Artemide Edizioni, Roma, in corso di stampa.<\/p>\n<p>6) Cfr. Mario Quesada in\u00a0Secessione romana 1913-1916, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Venezia, 1987), a cura di Rossana Bossaglia, Mario Quesada, Pasqualina Spadini, p. 32.<\/p>\n<p>7) Per le polemiche suscitate dagli esiti del concorso si veda: Arturo Calza,\u00a0Il concorso per le lunette del monumento a V. E. La Mostra dei bozzetti, in &#8220;II Giornale d&#8217;Italia&#8221;, 21 luglio 1913, p. 3;\u00a0Le lunette a mosaico pel Monumento a V. E. L&#8217;Esposizione di Bozzetti, in &#8220;II Messaggero&#8221;, 22 luglio 1913, p. 2;\u00a0Ancora il concorso per le lunette del monumento a Vittorio Emanuele, in&#8221;La Tribuna&#8221;, 27 luglio 1913, p. 3.<\/p>\n<p>8 ) Non si conoscono tutti gli artisti partecipanti al concorso, dagli articoli citati nelle nota precedente si evincono alcuni nomi tra i quali figurano quelli di Bargellini, Baratta, Calcagnadoro, Nomellini, Casanova, Ferrazzi, Costantini, Stoppoloni, Rizzi e Villani. Per le lunette di Calcagnadoro si veda Mario Quesada, Ines Millesimi,\u00a0Antonio Calcagnadoro (1876-1935), Roma 1992, pp.128-132; per Rodolfo Villani, si veda\u00a0Prima Biennale romana, Esposizione Nazionale nel Cinquantenario della Capitale, catalogo della mostra, Roma 1921, in cui viene esposto\u00a0L&#8217;Umanesimo, uno dei bozzetti presentati al concorso, e Antonella Dell&#8217;Ariccia, in Fabio Benzi, Claudio Strinati (a cura di),\u00a0La famiglia nell&#8217;arte. Storia ed immagini nell&#8217;Italia del XX secolo, catalogo della mostra (Roma, Museo del Corso, 2002- 2003), De Luca, Roma 2002, p. 196.<\/p>\n<p>9) Verbale dell&#8217;adunanza pomeridiana della STCA del 28 luglio 1913 in ACS, Min. LL.PP., Dir. Gen. Edil., Div. V, B.50, F. 127. Estratti dai verbali delle adunanze sono pubblicati in S. Antellini,\u00a0II Liberty&#8230;, cit., pp. 115-136.<\/p>\n<p>10) Dal verbale dell&#8217;adunanza della STCA del 28 luglio 1913, cit., e dall&#8217;articolo di Carlo Tridenti,\u00a0Le lunette a mosaico pel monumento a Vittorio Emanuele, in &#8220;Rassegna Contemporanea&#8221; anno VI, Serie II, 10 agosto 1913, pp. 485-486, si evince che il pittore present\u00f2 due serie di bozzetti, una a fondo oro e l&#8217;altra a tondo azzurro.<\/p>\n<p>11) Cfr. Serenella Rolli,\u00a0Antonio Rizzi. Bozzetti per allegorie, in Serenella Rolfi, Chiara Stefani (a cura di),\u00a0Quadreria. Dipinti e acqerelli dal XVI 11 al XX secolo, catalogo della mostra (Roma, Galleria Carlo Virgilio, 1999), Roma 1999.<\/p>\n<p>12) Verbale dell&#8217;adunanza della CR del 30 luglio 1913 in ACS, Min. LL.PP., Dir. Gen. Edil., Uiv. V, B.47, R 124.<\/p>\n<p>13) Manlio Belzoni,\u00a0Un quadro di Antonio Rizzi donato al Museo di Trento, in &#8220;Trentino&#8221;, marzo 1941, p. 79.<\/p>\n<p>14) Cfr. Pietro Bonometti,\u00a0La grafica di Antonio Rizzi, in R. Bossaglia, cit., p. 71.<\/p>\n<p>15) Cfr. S. Antellini,\u00a0II Liberty&#8230;, cit. pp. 60-63.<\/p>\n<p>16) Verbali dell&#8217;adunanza della STCA del 26 e del 27 giugno 1914 in ACS, Min. LL.PP, Dir. Gen. Edil., Div. V, B.50, F. 127.<\/p>\n<p>17) Verbali dell&#8217;adunanza pomeridiana della CR dell&#8217;11 luglio 1914 in ACS, Min. LL.PP., Dir. Gen. Edil., Div. V, B.47, F. 124.<\/p>\n<p>18) Verbali dell&#8217;adunanza pomeridiana della CR del 28 aprile 1915 in ACS, Min. LL.PP, Dir. Gen. Edil., Div. V, B.19, E. 27.<\/p>\n<p>19) Oltre ai cartoni, per la stesura definitiva vennero utilizzate anche tele, in parte recentemente restaurate ed esposte all&#8217;interno del Monumento.<\/p>\n<p>20) Nel verbale dell&#8217;adunanza della STCA del 26 giugno 1920 (in ACS, Min. LL.PP., Dir. Gen. Edil., Div. V, B.51, F.128) si parla del cartone raffigurante la\u00a0Libert\u00e0. Nessuna delle quattro lunette effettivamente realizzate da Rizzi ha questo titolo; potrebbe trattarsi di un errore da parte dell&#8217;estensore del verbale, oppure di un cambiamento in corso d&#8217;opera del soggetto o dell&#8217;intitolazione.<\/p>\n<p>21) I temi del Pensiero e dell&#8217;Azione erano gi\u00e0 presenti nell&#8217;apparato decorativo del Vittoriano pensato da Sacconi e rappresentavano due elementi fondamentali della nuova nazione unificata: si tratta dei due gruppi bronzei posti ai lati dell&#8217;ingresso al monumento realizzati da Giulio Monteverde e Francesco Jerace. Cfr. S. Antellini,\u00a0Il Vittoriano&#8230;, cit.<\/p>\n<p>22) Preziose informazioni circa i soggetti vengono fornite in G.B.,\u00a0I lavori del Monumento a Vittorio Emanitele II in Roma. I musaici delle lunette dei propilei, in &#8220;L&#8217;Illustrazione Italiana&#8221;, anno LXVIII, n. 36, 4 settembre 1921, pp. 268 &#8211; 269 e in S. Antellini,\u00a0II Liberty&#8230;, cit.<\/p>\n<p><strong>Nota biografica<br \/>\n<\/strong>Nasce a Cremona il 18 gennaio 1869 da Pietro Rizzi e Fanny Mina, nobildonna colta e raffinata, fervente appassionata di musica, che lo partorisce quasi in teatro.<\/p>\n<p>Nel diario della madre (Fanny Mina Rizzi,\u00a0Mon journal, Roma, archivio privato) si legge &#8220;Il mio Nino \u00e8 nato il 18 gennaio dell&#8217;anno 1869 (&#8230;.). La sera innanzi Pierino ed io avevamo assistito allo spettacolo d&#8217;opera nel teatro Concardia ed eravamo tornati a casa colla nostra carrozza oltre la mezzanotte. Nelle ore quattro del mattino (&#8230;) appunto \u00e8 nato Nino, bambino bellissimo&#8221;. La passione per la musica e il rammarico di non aver intrapreso la carriera di cantante accompagneranno Rizzi per tutta la vita.<br \/>\nDopo gli studi ginnasiali comincia a dedicarsi alla pittura con il maestro Giovanni Bergamaschi, che lo incoraggia ad iscriversi all&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera dove segue i corsi di Giuseppe Bertini, Raffaello Casnedi, Giuseppe Mentessi e Ludovico Pogliaghi.<br \/>\nAppena uscito dall&#8217;Accademia realizza l&#8217;immenso sipario del Teatro Ponchielli di Cremona, decorato con una rappresentazione allegorica della musica in cui il giovane artista si ispira alle composizioni di Tiepolo.<br \/>\nNel 1891 esegue un affresco per la facciata della chiesa di San Felice a Cremona e poco dopo partecipa con il dipinto\u00a0Nerone e il cadavere di Agrippina\u00a0al concorso &#8220;Gavazzi&#8221; per la pittura di storia. Nel 1984 il quadro vince il prestigioso &#8220;Premio Fumagalli&#8221; assegnato come incoraggiamento a giovani artisti italiani. Nello stesso anno ottiene con il\u00a0Ritratto di Raffaello\u00a0il &#8220;Premio Mylius&#8221;.<br \/>\nNegli anni seguenti, oltre ad alcuni dipinti, esegue un fregio per il teatro Politeama Verdi di Cremona e uno per un teatro a Caracas.<br \/>\nNel 1899 l&#8217;artista partecipa alla Biennale di Venezia, alla quale sar\u00e0 presente con regolarit\u00e0 fino al 1924. L&#8217;opera esposta,\u00a0Vespro Estivo, fu in seguito premiata con la medaglia d&#8217;oro all&#8217;Esposizione Internazionale di Monaco e a quella di St. Louis e successivamente acquistata dalla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma.<br \/>\nTra il 1900 e il 1906 vive a Venezia, dove trascorre uno dei momenti pi\u00f9 sereni della sua vita dedicandosi allo studio della pittura &#8220;en plein air&#8221;.<br \/>\nIn questo periodo inizia la collaborazione con la rivista &#8220;Novissima&#8221;, nata su ispirazione dell&#8217;austriaca &#8220;Ver Sacrum&#8221;, su cui l&#8217;artista pubblica numerose illustrazioni oltre a realizzarne la copertina nel 1902.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<br \/>\n<\/strong>Fanny Mina Rizzi,\u00a0Mon journal,\u00a01866 &#8211; 1916, diario inedito, Roma, archivio privato.<\/p>\n<p>Verbali delle adunanze della Commissione Reale e della Sottocommissione in ACS, Min. LL.PR, Dir. Gen. Edil., Div. V, B.50, F. 127; B.47, F. 124; B.19, F. 27.<\/p>\n<p>Arturo Calza,\u00a0Il concorso per le lunette del monumento a V. E. La Mostra dei bozzetti, in &#8220;II Giornale d&#8217;Italia&#8221;, 21 luglio 1913.<\/p>\n<p>Le lunette a mosaico pel Monumento a V. E. L&#8217;Esposizione di Bozzetti, in &#8220;II Messaggero&#8221;, 22 luglio 1913.<\/p>\n<p>Ancora il concorso per le lunette del monumento a Vittorio Emanuele, in &#8220;La Tribuna&#8221;, 27 luglio 1913.<\/p>\n<p>Carlo Tridenti,\u00a0Le lunette a mosaico pel monumento a Vittorio Emanuele, in &#8220;Rassegna Contemporanea&#8221;, anno VI, serie II, 10 agosto 1913.<\/p>\n<p>G. B.,\u00a0I lavori del Monumento a Vittorio Emanuele II in Roma. I musaici delle lunette dei propilei, in &#8220;L&#8217;Illustrazione Italiana&#8221;, anno LXVIII, n. 36, 4 settembre 1921.<\/p>\n<p>Prima Biennale romana,\u00a0Esposizione Nazionale nel Cinquantenario della Capitale,\u00a0catalogo della mostra, Roma 1921.<\/p>\n<p>Piero Scarpa,\u00a0Antonio Rizzi, in &#8220;II Meridiano&#8221;, ottobre 1921.<\/p>\n<p>Giuseppe Galeati,\u00a0Le glorie di Cremona, Pittura di Antonio Rizzi nel salone della Consulta, in &#8220;Cremona&#8221;, IX, 1937.<\/p>\n<p>Manlio Belzoni,\u00a0Un quadro di Antonio Rizzi donato al Museo di Trento, in &#8220;Trentino&#8221;, marzo 1941.<\/p>\n<p>Renzo Bacchetta,\u00a0Antonio Rizzi pittore, in &#8220;Cremona&#8221;, gennaio 1941.<\/p>\n<p>Francesco Sapori,\u00a0Il Vittoriano, Roma, 1946.<\/p>\n<p>Pasqualina Spadini,\u00a0Giulio Bargellini, in\u00a0Schede 1982, catalogo della mostra (Roma, Galleria Carlo Virgilio, 1982 &#8211; 1983), Roma 1982.<\/p>\n<p>Pasqualina Spadini (a cura di),\u00a0Opere inedite di Giulio Bargellini, Emporio Floreale, Roma 1982.<\/p>\n<p>Il Vittoriano, Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, Fratelli Palombi Editori, Roma, I voi., 1986, II voi., 1988.<\/p>\n<p>Bruno Mantura, Mario Quesada (a cura di),\u00a0Ferruccio Ferrazzi dal 1916 al 1946, catalogo della mostra (Spoleto, Palazzo Rosari Spada, 1989), De Luca, Roma 1989.<\/p>\n<p>Carla Gregori,\u00a0Mario Biazzi pittore cremonese 1880 &#8211; 1965, Claudio Madoglio Editore, Cremona 1992.<\/p>\n<p>Mario Quesada, Ines Millesimi,\u00a0Antonio Calcagnadoro (1876-1935), Edizioni Carte Segrete, Roma 1992.<\/p>\n<p>Natalia Cozzano, Antonio Rizzi, in Giovanna Bonasegale (a cura di),Catalogo Generale della Galleria Comunale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea, De Luca, Roma 1995.<\/p>\n<p>Rossana Bossaglia (a cura di),\u00a0Antonio Rizzi (1869 &#8211; 1940) dal verismo alla pittura celebrativa, catalogo della mostra (Cremona, Centro Culturale &#8220;Citt\u00e0 di Cremona&#8221; in Santa Maria della Piet\u00e0, 1996), Cremona 1996.<\/p>\n<p>Lars Breggren, Lennart Sj\u00f6stedt,\u00a0L&#8217;Ombra dei Grandi. Monumenti e politica monumentale a Roma (1870 &#8211; 1859), Artemide Edizioni, Roma 1996.<\/p>\n<p>Serenella Rolfi,\u00a0Antonio Rizzi. Bozzetti per allegoerie, in Serenella Rolfi, Chiara Stefani (a cura di),\u00a0Quadreria. Dipinti e acqerelli dal XVIII al XX secolo, catalogo della mostra (Roma, Galleria Carlo Virgilio, 1999), Roma 1999.<\/p>\n<p>Simona Antellini,\u00a0Il Liberty al Vittoriano, Artemide Edizioni, Roma 2000.<\/p>\n<p>Anna Maria Damigella (a cura di),\u00a0L&#8217;artista studente. I concorsi del Pensionato Artistico Nazionale di Pittura 1891 &#8211; 1939, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna, 2002), SACS, Roma 2002.<\/p>\n<p>Antonella Dell&#8217;Ariccia,\u00a0Rodolfo Villani, in Fabio Benzi, Claudio Strinati (a cura di),\u00a0La famiglia nell&#8217;arte. Storia ed immagini nell&#8217;Italia del XX secolo, catalogo della mostra (Roma, Museo del Corso, 2002- 2003), De Luca, Roma 2002.<\/p>\n<p>Simona Antellini,\u00a0Il Vittoriano. Scultura e decorazione tra classicismo e Liberty, Artemide Edizioni, Roma, in corso di stampa.<br \/>\nNel 1906 ottiene la cattedra di Figura e Pittura all&#8217;Accademia di Perugia, rimanendovi per cinque anni, durante i quali si dedica quasi esclusivamente all&#8217;insegnamento.<br \/>\nLa partecipazione alle mostre nazionali e internazionali \u00e8 costante e nel 1911 vince la medaglia d&#8217;oro all&#8217;Esposizione di Barcellona con la tela\u00a0La Marcia funebre, ispirata dall&#8217;Eroica di Beethoven.<br \/>\nNel 1910 \u00e8 nominato membro della Commissione della Prima Esposizione d&#8217;Arte Moderna di Cremona, nella quale gli viene dedicata una sala personale.<br \/>\nNel 1913 vince insieme a Bargellini il Concorso Nazionale per le lunette a mosaico per i propilei del Vittoriano, ai quali lavorer\u00e0 incessantemente fino al 1921, trasferendosi a Roma, ospite dell&#8217;architetto Antonio Mina, suo zio.<br \/>\nTerminati i lavori per le lunette inizia una lunga corrispondenza con Illemo Camelli, personaggio di spicco della vita artistica cremonese, che lo aiuta a superare i momenti di crisi conseguenti al suo ritorno a Firenze, dove si trova in un ambiente ormai divenutogli estraneo.<br \/>\nDal 1923 al 1930 lavora per la sua citt\u00e0 natale dedicandosi alla decorazione della Sala della Consulta del Palazzo Comunale e nel 1936 vince il concorso per le vetrate del Duomo di Milano con un&#8217;opera ispirata alla vita di Giovanni Battista, che per\u00f2 non sar\u00e0 mai realizzata.<br \/>\nNel 1937 dona un&#8217;importante nucleo delle sue opere al Museo Civico di Cremona.<br \/>\nNegli ultimi anni della sua vita, ormai ridotto quasi alla cecit\u00e0, lavora caparbiamente all&#8217;opera con cui intendeva partecipare al Premio Cremona del 1941, ispirata al tema &#8220;Giovent\u00f9 Italiana del Littorio&#8221; e al dipinto Miracolo delle spade sulla leggenda di Giovanna D&#8217;Arco. Muore a Firenze nel 1940.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GENESI DI UN&#8217;OPERA PUBBLICA Studi e disegni di Antonio Rizzi per le lunette del Vittoriano I bozzetti e i disegni qui presentati compongono un\u00a0corpusomogeneo, nella quasi totalit\u00e0 inedito, che documenta il lavoro preparatorio di Antonio Rizzi per le lunette a mosaico del propileo ovest del Vittoriano. La loro pubblicazione colma una lacuna nella conoscenza del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":5703,"template":"","stato_mostra":[72],"class_list":["post-6132","mostra","type-mostra","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","stato_mostra-terminata","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostra\/6132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/mostra"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/mostra"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"stato_mostra","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/stato_mostra?post=6132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}