{"id":763,"count":0,"description":"<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Firenze il 18 agosto 1835 il pittore Telemaco Signorini venne avviato alla pratica artistica dal padre, artista al servizio del Granduca Leopoldo II, per poi iscriversi nel 1852 all\u2019Accademia di Belle Arti del capoluogo mediceo. Maturato ben presto un senso d\u2019insoddisfazione nei confronti di una formazione tradizionalista e rigida, Signorini si allontan\u00f2 dai dettami accademici per intraprendere una via indirizzata verso un pi\u00f9 diretto rapporto con la natura, libero e anticonvenzionale. A partire dal 1855 il pittore prese a frequentare il Caff\u00e8 Michelangelo, vivace punto di ritrovo per artisti che condividevano il rifiuto per il dettato accademico e culla del movimento macchiaiolo, divenendone presto il pi\u00f9 brillante animatore. \u00c8 a partire da queste date che il Nostro, in compagnia di Odoardo Borrani e Silvestro Lega, inizi\u00f2 a compiere scampagnate nei dintorni di Firenze per eseguire degli studi <em>en plain air<\/em>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1859 il pittore prese parte come volontario alla seconda guerra d\u2019indipendenza, tornando l\u2019anno successivo in Lombardia per visitarne i luoghi e fare tappa a La Spezia, localit\u00e0 dove trascorse alcuni mesi compiendo le prime sperimentazioni sugli effetti di luce e ombra, dando vita a dipinti come <em>Pescivendole a Lerici<\/em> (olio su tela, 1860, collezione privata), presentato alla Promotrice fiorentina del 1861 dove venne aspramente criticato. In quello stesso anno Signorini si rec\u00f2 a Parigi con Vincenzo Cabianca e Odoardo Borrani rimanendo estasiato dal realismo di Gustave Courbet, fondando poi al ritorno, insieme ai colleghi, la cosiddetta \u201cScuola di Piagentina\u201d, localit\u00e0 nei pressi di Firenze che divenne il luogo prediletto per le loro scampagnate.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto importante per l\u2019artista si rivel\u00f2 anche l\u2019amicizia con il critico Diego Martelli, per il quale illustr\u00f2 alcuni libri e con cui nel 1867 fond\u00f2 il \u201cGazzettino delle Arti e del Disegno\u201d<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1875 Signorini comp\u00ec un viaggio a Ravenna da cui trasse alcuni quadri, come <em>Sobborgo di Porta Adriana<\/em> (olio su tela, 1875, Roma, Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna), esposto nel 1877 a Napoli e acquistato dalla Casa Reale, che dimostra l\u2019interesse dell\u2019artista per gli scorci cittadini e le attivit\u00e0 urbane.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1883 l\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze contatt\u00f2 Signorini affinch\u00e9 accettasse l\u2019incarico d\u2019insegnante, ma il pittore rifiut\u00f2 tenendo fede alla propria battaglia contro le coercizioni ufficiali.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Mor\u00ec a Firenze il 16 febbraio 1901.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i principali esponenti del movimento macchiaiolo e tra i pi\u00f9 influenti pittori del secondo Ottocento italiano per via delle sue sperimentazioni sugli effetti luministici, Signorini \u00e8 considerato quasi il \u201cteorico\u201d della macchia, ossessionato dalla ricerca d\u2019equilibrio nei contrasti tra luci e ombre, come documentano dipinti del calibro di <em>Il merciaio di La Spezia<\/em> (olio su tela, 1859, collezione privata), in cui gli accostamenti cromatici vengono utilizzati in un quadro di genere, di vita popolare.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro filone figurativo largamente praticato dall\u2019artista \u00e8 quello riconducibile a tematiche sociali volte a denunciare soprusi e ingiustizie, rappresentato da tele come<em> L\u2019alzaia<\/em> (olio su tela, 1864, collezione privata) presentato all\u2019Accademia fiorentina nel 1864 e successivamente esposto all\u2019Esposizione Universale di Vienna del 1873, dove ricev\u00e9 un premio. In una lettera inviata nel 1892 al presidente dell\u2019Accademia di Belle Arti \u00e8 lo stesso Signorini a spiegarne il significato: i cinque uomini abbronzati e dagli abiti logori compiono uno sforzo disumano, trattati alla stregua di animali da soma, in accordo ad una volont\u00e0 di denuncia sociale che nel pittore viene stimolata dalla lettura di Pierre-Joseph Prud\u2019hon.<\/p>","link":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/autore\/signorini-telemaco-1835-1901\/","name":"Signorini Telemaco (1835-1901)","slug":"signorini-telemaco-1835-1901","taxonomy":"autore","parent":0,"meta":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore\/763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/taxonomies\/autore"}],"wp:post_type":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/opera?autore=763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}