{"id":702,"count":0,"description":"<p style=\"text-align: justify;\">La pittrice Rosa Bacigalupo Carrea nacque a Genova intorno al 1794, figlia del pittore Giuseppe, di cui fu allieva e per il quale termin\u00f2 alcuni dipinti quando quest'ultimo perse la vista. Nel 1817 la pittrice venne eletta accademica di merito presso l'Accademia Ligustica, donando in quell'occasione un dipinto con <em>Amore e Psiche<\/em>, d'impostazione neoclassica (olio su tavola, nelle collezioni accademiche). Alla morte del padre, avvenuta nel 1821, la Carrea ne scrisse la biografia, pubblicata nel 1827.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Raffinata ritrattista, alcune sue opere andarono purtroppo distrutte per sempre durante la Seconda Guerra Mondiale, tra cui il <em>Ritratto del re Vittorio Emanuele I<\/em>, che era conservato presso la Civica Biblioteca Berio. Si conservano alcuni suoi affreschi aventi per soggetto <em>La Vergine bambina ascolta i consigli di Gioacchino e Anna<\/em> nella chiesa di Sant'Ambrogio di Voltri. Mor\u00ec a Genova nel 1854.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la sua carriera la pittrice seppe esprimersi con disinvoltura in molteplici generi artistici. \u00c8 noto infatti che la Carrea si form\u00f2 sulla scia del padre, dipingendo paesaggi d'ascendenza neoclassica, per poi specializzarsi come miniaturista dalle non comuni capacit\u00e0 d'introspezione psicologica. Particolarmente apprezzabile il <em>Ritratto dello scultore Bartolomeo Carrea<\/em> (1815, Genova, Pinacoteca dell'Accademia Ligustica), suo primo marito.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell'arte di carattere sacro la pittrice riusc\u00ec a scostarsi in parte dalle imposizioni accademiche riuscendo a coniugare un linguaggio neoclassico gi\u00e0 maturo con la tradizione barocca della sua citt\u00e0. Ci\u00f2 risulta particolarmente evidente in un dipinto come <em>Le amazzoni piangono la morte di Pentesilea<\/em>, dove figure dalla plasticit\u00e0 statuaria si agitano contrite da espressivit\u00e0 che rimandano alla pittura dei De Ferrari e ai colori terrosi di Bernardo Castello.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>Transito di San Giuseppe<\/em> conservato presso la parrocchia di Ovada (olio su tela, 1825) la pittrice sembra addirittura ispirarsi ad artisti tardo cinquecenteschi, come Giovan Battista Paggi, per scelta compositiva e predisposizioni cromatico-luministiche.<\/p>","link":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/autore\/bacigalupo-carrea-rosa-1794-ca-1854\/","name":"Bacigalupo Carrea Rosa (1794 ca.-1854)","slug":"bacigalupo-carrea-rosa-1794-ca-1854","taxonomy":"autore","parent":0,"meta":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore\/702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/taxonomies\/autore"}],"wp:post_type":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/opera?autore=702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}