{"id":298,"count":2,"description":"<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\">Tra i pittori di spicco della prima generazione di artisti neoclassici italiani, Luigi Ademollo nasce a Milano nel 1764, dove inizia a frequentare fin da giovane i corsi dell'Accademia di Belle Arti di Brera, prendendo lezione, tra gli altri, da Domenico Aspari e Giuliano Traballesi. Intorno al 1782 si fa risalire l'inizio della sua collaborazione con lo scenografo Luigi Rodriguez, con il quale compie un primo viaggio a Roma nel 1785, eseguendo le scenografie per il teatro Alibert e lavorando come figurista per il paesaggista Ducros. Il soggiorno nella Citt\u00e0 Eterna si prolung\u00f2 fino al 1788, anno in cui vinse il concorso per la decorazione del teatro della Pergola (distrutto). Il pittore si stabil\u00ec dunque a Firenze, venendo eletto nel 1789 membro dell'Accademia di Belle Arti, e diede inizio ad un'intensa attivit\u00e0 in territorio toscano, eccettuata una breve parentesi romana nel 1803, sovvenzionata dal suo mecenate pisano, Domenico Scotto, per cui dipinse dodici tele con soggetti tratti da Ovidio. Mor\u00ec a Firenze l'11 febbraio 1849.<\/p>\r\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\"><\/p>\r\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\">Relegato ai margini della storiografia artistica fino a tempi piuttosto recenti, a seguito di un incomprensibile oblio, il pittore \u00e8 invece oggi considerato tra le personalit\u00e0 pi\u00f9 significative all'interno del panorama neoclassico italiano, riuscendo a riscattare infine il ruolo che pi\u00f9 gli spetta.<\/p>\r\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\">Al suo primo soggiorno romano risale il <i>Teti conforta Achille<\/i> (Milano, Accademia di Belle Arti di Brera), un dipinto giovanile in cui gi\u00e0 \u00e8 manifesta la sua predilezione per scene eroiche e gesti drammatici enfatizzati dalle fisionomie allungate.<\/p>\r\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\">Il suo stile, caratterizzato da una vena espressiva fortemente marcata, si concreta attraverso un fare impetuoso e severo, ma non per questo asciutto e privo di attrattiva, mostrando di aver assorbito con profitto la lezione di Felice Giani. Tale cifra stilistica \u00e8 ben evidente nella sua produzione grafica, e, forse in maniera ancor pi\u00f9 apprezzabile, in quella a tempera, dove sembra dar sfogo alla sua personale enfasi narrativa. Caratteristiche queste apprezzabili nelle opere che la Galleria Carlo Virgilio ha avuto l'opportunit\u00e0 di presentare, come nel bel disegno raffigurante <a href=\"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/opera\/tiresio-premiato-da-giove\/\"><b>Tiresio premiato da Giove <\/b><\/a>e la tempera su carta con la<a href=\"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/opera\/disputa-con-i-dottori\/\"><b> Disputa con i Dottori<\/b><\/a>.<\/p>\r\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify\">Tra il 1791 e il 1793 Ademollo realizz\u00f2 la decorazione della cappella Palatina di Palazzo Pitti (con la monumentale <i>Entrata di Cristo a Gerusalemme<\/i>), trasferendosi successivamente a Siena per dedicarsi all'imponente lavoro di Palazzo Venturi Gallerani. Gli affreschi con episodi tratti dall'Iliade vengono annoverati tra i vertici pi\u00f9 alti della carriera artistica di Ademollo per impegno, originalit\u00e0 e qualit\u00e0 formali. Siena si rivel\u00f2 per altro citt\u00e0 dallo spirito affine a quella del pittore, fortemente attratta dalla sua poetica anticonvenzionale, e nel giro di pochi anni il pittore fu attivo per i palazzi Sergardi (1794-95), Malavolti e Giuggioli (1796-98). Occasioni in cui l'artista pot\u00e8 dare un saggio della sua vasta cultura letteraria e antiquaria, nonch\u00e9 dar sfogo al suo eclettismo erudito, dando vita a scene ispirate dai fregi all'antica. Tra le altre commissioni ricevute in territorio toscano vanno sicuramente menzionate le pitture per il palazzo ducale di Lucca su incarico di Maria Luisa di Borbone (<i>Storie di Traiano<\/i>, 1818-19), quelle per la cappella dell'Assunta della chiesa della Santissima Annunziata di Firenze (1828) e il ciclo pittorico per la chiesa della Madonna dei Lumi a Pieve Santo Stefano (1837).<\/p>","link":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/autore\/luigi-ademollo-1764-1849\/","name":"Ademollo Luigi (1764-1849)","slug":"luigi-ademollo-1764-1849","taxonomy":"autore","parent":0,"meta":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore\/298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autore"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/taxonomies\/autore"}],"wp:post_type":[{"href":"https:\/\/www.carlovirgilio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/opera?autore=298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}