Francesco Paolo Michetti - Uliveto su sfondo di marina

Francesco Paolo Michetti - Uliveto su sfondo di marinaFrancesco Paolo Michetti
(Tocco da Casauria 1851 – Francavilla al Mare 1929)

Uliveto su sfondo di marina

Pastello, tempera e biacca su cartone, mm. 663 x 450

Firmato e datato a pastello rosso, in basso a destra: FPMichetti..78

Fortemente contrastato nella scelta cromatica,  questo studio a tecnica mista si impone anche per l’effetto di controluce messo in evidenza dall’ulivo in primo piano e, in minor misura, dagli alberi in distanza, interposti fra la terra e il mare. Punto di raccordo tra i vari livelli della composizione e suo perno visivo, il tronco nodoso e contorto della pianta non sembra contraddire la mancanza di profondità prospettica, criticata all’artista al momento dell’Esposizione di Belle Arti a Napoli dellaProcessione del Corpus Domini a Chieti nel 1877.
Già a quella data l’utilizzo, da parte di Francesco Paolo Michetti, del pastello – a cui lo avviò Eduardo Dalbono – mescolato alla tempera, su fogli di grande formato, era giunto a uno degli esiti più riusciti nell’Autoritratto della Collezione del Banco di Napoli: opera grafica in sé compiuta, probabilmente non destinata – al pari di questo studio – a un successivo sviluppo su tela.

Tuttavia il motivo dell’albero dalla chioma scomposta, elemento fondamentale di un paesaggio ambientato ancora una volta  sullo sfondo del mare, è attestato nell’opera su tela dal titolo Primavera (Chicago), presentata da Michetti all’Esposizione Universale di Parigi del 1878. Attaccato per l’eccesso di giapponismo, il dipinto figurava accanto a un altro dal titolo Le Baiser (ubicazione ignota),  ritenuto invece prodigioso nella capacità di porre a contrastato i colori del rosso, del blu e del verde (Lefort 1878). Una abilità che, seppur quasi interamente giocata su una gamma di tinte fredde, rivive in questo studio a margine del quale la firma – apposta a gessetto rosso – è stata inserita anche come voluta nota cromatica.
A partire dal 1878 l’artista, nominato professore onorario del Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, prese parte alle maggiori mostre in Italia e all’estero, e continuò ad affiancare alla produzione pittorica l’utilizzo del pastello nei due generi congiunti e complementari ai fini dell’osservazione del vero: il ritratto e il paesaggio.

Chiara Stefani