Stefano Tofanelli - Studio per il ritratto della famiglia Belluomini

Stefano Tofanelli -  Studio per il ritratto della famiglia BelluominiStefano Tofanelli
(Nave/Lucca 1752 – Marlia/Lucca 1812)

Studio per il ritratto della famiglia Belluomini

Olio su tela, cm. 35 x 45

La stretta affinità tra questo dipinto e uno dei tre studi preparatori per il Ritratto della famiglia Belluomini conservati a Firenze, presso la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, induce a ritenere che Tofanelli l’abbia realizzato nella stessa occasione. Essi rappresentano le teste rispettivamente del capofamiglia Francesco, della moglie Margherita Poggi e, in coppia, dei figli Giuseppe e Bernardino (cfr.Pinto 1972, pp.36-37). Proprio quest’ultimo effigia, in pose variate, due fanciulli come il dipinto qui presentato. Nonostante la somiglianza delle fisionomie mi pare tuttavia che non si tratti dei medesimi personaggi: devono quindi essere altri due membri della numerosa famiglia.
Il carattere di non finito della tela testimonia la presa diretta sul reale, destinata ad essere ricomposta su una tela di più vaste dimensioni assieme agli altri studi ricavati dai modelli. Proprio la sua natura di veloce trascrizione pittorica del vero assicura al doppio ritratto quella sua straordinaria freschezza ed immediatezza nella rappresentazione delle espressioni dei volti, uno divertito, e uno più assorto.

Il Ritratto della famiglia Belluomini, non ancora rintracciato, era stato commissionato nel 1801 a Tofanelli dal Governo democratico della Repubblica lucchese, succeduto nel 1799 a quello aristocratico. Capo del partito democratico, Francesco Belluomini (Viareggio, prima metà del XVIII sec. – Lucca 1808) fu un protagonista delle vicende politiche lucchesi durante il periodo di influenza francese. Nel febbraio del 1799 fu eletto fra i cinque membri del direttorio esecutivo, successivamente dominò con la sua personalità i governi che precedettero l’insediamento del principato dei Baciocchi nel 1805. Conservò comunque, per decreto napoleonico, un ruolo di primo piano come Ministro delle finanze, culto, polizia, forza armata, acque, strade e fabbriche pubbliche (cfr.Tintori 1966).

Stefano Grandesso