Francesco Gai - Studio dal vero di fanciulloFrancesco Gai
(Roma 1835 – 1917)

Studio dal vero di fanciullo

Carboncino e sfumino su carta bruna, mm. 432 x 298

Firmato in basso a destra: F. Gai

Presumibilmente l’eccellente disegno di questo adolescente è da inserire nell’ambito degli atudi accademici del pittore.
L’alunnato artistico del giovane Gai presso l’Accademia di San Luca avviene sotto i maestri Coghetti, Cavalleri, Tenerani e Podesti, dei quali ultimi esegue il ritratto rispettivamente nel 1860 (Roma, Accademia di San Luca) e nel 1870 (Roma, Museo di Roma). A partire dal 1858 dipinge i primi ritratti e soggetti religiosi. È scelto da Francesco Podesti, al quale è legato da profonda amicizia e di cui sposerà la nipote, come aiuto e collaboratore per i cicli di affreschi nella Galleria dei Candelabri e nella Sala dell’Immacolata Concezione in Vaticano, terminati nel 1859.

Grazie allo zio Don Germano Gai, Abate Generale dei Vallombrosiani, ottiene varie commissioni sia per Subiaco che per la chiesa romana di S.Prassede, presso la quale risiede il religioso. Per tale chiesa dipinge a fresco tra il 1863 e il 1865 la Flagellazione nella lunetta sopra la porta d’ingresso al sacello di S.Zenone e una pala d’altare rappresentante S.Giovanni Gualberto che detta il testamento spirituale ai discepoli per la quale riceve non solo un premio accademico, ma anche l’ambitissimo Gran premio dell’Esposizione vaticana del 1870. Sempre su proposta di Don Germano gli viene affidato il restauro di tutti gli affreschi della chiesa nel cui convento, dal 1869 al 1873, stabilisce il proprio atelier.

Fino alla fine degli anni Settanta lavora, spesso collegialmente con il Podesti, anche nelle chiese di S.Maria in Trastevere, S.Lorenzo e nell’anconetano tempio del SS.Sacramento, come pure in edifici pubblici della nuova capitale dell’Italia unita, soprattutto nell’aula del Senato in Palazzo Madama. Dal 1871, anno in cui è nominato Cattedratico di merito dell’Accademia di San Luca in sostituzione dello scomparso Minardi, svolge anche attività didattica.

La grande svolta nella carriera di Gai si verifica quanto, tra il 1878 e il 1880, diviene “l’artista di famiglia” del principe Salvatore Brancaccio e di sua moglie, la newyorkese Mary Elisabeth Field: per loro dipinge ritratti, quadri celebrativi e soggetti mitologici, decora il Palazzo di Via Merulana, progetta mobili e arredi vari nonché soluzioni architettoniche per l’annesso parco e la cappella di famiglia al Verano (cfr.Gai 1963; Centi 1982; Centi 1998).

Indrid Sattel