Alexander Maximilian Seitz - Santa EdvigeAlexander Maximilian Seitz
(Monaco 1811 – Roma 1888)

Santa Edvige

Disegno a penna a inchiostro bruno su carta, montato su telaio, mm. 67 x 49

Iscritto e firmato: DIE HEILIGE HEDWIG originalzeichtnung von A. Max. Seitz

Datato in alto a sinistra, sul campanile: 1878

Il bozzetto di Seitz conserva ancora negli anni Settanta dell’Ottocento la fedeltà al sentimento fantastico di un Quattrocento fiorentino, del Ghirlandaio in particolare, rivisitato con gli occhi di Dürer e della tradizione pittorica tedesca. La formazione con Peter Cornelius e l’adesione nel 1843 al gruppo dei “Nazareni” fornirono al Seitz l’occasione di partecipare ai cantieri chiesastici della metà del secolo (Thieme – Becker 1936, p. 468). Giunto a Roma nel 1833 il suo nome si accompagna, nelle imprese dell’epoca, a quello di Overbeck per la decorazione della cappella di Villa Torlonia a Castel Gandolfo e a quello di Philipp Veit nella chiesa di Trinità dei Monti dove Seitz dipinge la pala d’altare del Salvator Mundinel 1841 e gli affreschi della cappella del Sacro Cuore con un disegno tagliente e preciso che ritaglia le limpide campiture di colore. Rispetto al figlio Ludovico cui l’ideale artistico nazareno sarà congeniale ancora a fine secolo, la produzione di Seitz meno scenografica e complessa dal punto di vista compositivo, è vicina alla ricerca di una diligente semplicità tipica della “pietas” espressa da F. W. Schadow, Veit e Overbeck.

La composizione ricorda la filtrata eloquenza narrativa della S.Marigherita di Scozia della cappella dell’altare a destra di S.Andrea degli Scozzesi (Ceschi, 1963, p. 53) la cui monumentalità ed espressività cristallizzata dei gesti si adatta armoniosamente alla centinatura della tavola. Simile è la scelta di lasciar campeggiare le figure dei protagonisti del racconto sacro sullo sfondo di un paesaggio che ricorda la grafica nazarena di Overbeck o di Schnorr von Carosfeld. Rispetto agli oli il fare di Seitz, meno secco e aguzzo, rivisita i modelli del Ghirlandaio in S.Maria Novella traducendo il nitido rilievo chiaroscurale delle figure della pittura del Quattrocento fiorentino in un andamento grafico vibrante memore di Dürer e della grafica d’oltralpe.

Serenella Rolfi