Jean-Auguste-Dominique Ingres - Ritratto di Rosa Meli con la figlia Letizia

Jean-Auguste-Dominique Ingres - Ritratto di Rosa Meli con la figlia LetiziaJean-Auguste-Dominique Ingres
(Montauban 1780 – Parigi 1867)

Ritratto di Rosa Meli con la figlia Letizia

Mina di piombo, mm. 231 x 202 il disegno contornato (controfondato su cartone di mm. 414 x 270)

Firmato, localizzato e datato a mina di piombo, in basso a destra: Ingres / Rome / 1815

Ritagliato seguendo il profilo delle figure, il foglio rappresenta Rosa Meli, seconda moglie di Alexandre Lethière, con la figlia Letizia (nata nel 1814) al pari di un altro foglio a grafite (mm.300×220) conservato al Metropolitan Museum di New York (Naef 1977, IV, cat.139, p.252-253; Tinterow-Conisbee 1999, cat.54, p.186 ). Alla coppia della madre con la bambina, Ingres aggiunse la figura in piedi del padre, Alexandre Lethière, in un disegno datato 1815 al Museum of Fine Arts di Boston (Naef 1977, IV, cat. 140, p.254-256).
Già entro la fine del primo decennio del XIX secolo Ingres aveva cominciato a dedicarsi alla famiglia Lethière, in qualità di ritrattista, come dimostrano i disegni con Madame Guillaume Guillon Lethière, nata Marie-Joseph-Honorée Vanzenne, seduta e quello della stessa, con il figlio Lucien, sullo sfondo di Villa Medici, datato 1808 (Naef 1977, IV, cat.50-51, p.94-97). Tre anni dopo egli aveva ritratto di profilo l’amico, artista e direttore di Villa Medici, Guillaume Guillon Lethière, in due fogli quasi delle stesse dimenensioni (Ibidem, cat.69-70, p.130-133), il cui studio ha consentito una riflessione sul metodo di lavoro dell’artista (Cohn 1968).

Dal confronto tra l’esemplare conservato al Fogg Art Museum e quello del Musée Bonnat a Bayonne è stata rilevata – sul secondo – una traccia di stilo in corrispondenza dell’occhio del personaggio, che doveva servire quale ausilio ai fini della riproduzione del modello, per quanto quest’ultima venisse sempre effettuata da Ingres. Il medesimo procedimento sembra essere stato messo in atto con maggior precisione dall’artista per il ritratto della famiglia di Alexandre Lethière (Boston, Museum of Fine Arts), che presenterebbe, al di sotto del disegno a grafite, una linea di ricalco (Cohn 1968). Il calco dei vari ritratti, assemblati per formare un’unica composizione, è conservato al Musée Ingres di Montauban (Vigne 1995, cat. 2714, p.489).
Nel vasto repertorio di ritratti disegnati da Ingres, esistono varie soluzioni destinate a reiterare lo stesso modello. Hippolyte-François Devillers, per esempio, è stato ritratto ben due volte, a un solo anno di distanza, in due fogli datati (1811 e 1812) che presentano varianti nella fisionomia del volto del personaggio (Naef 1977, IV, cat.77 e 78, p.142-145). Contemporaneamente (1812), il pittore François-Marius Granet, ha posato per l’artista, come indicano due calchi che sono forse repliche o copie l’uno dell’altro (Naef 1977, IV, cat.85 e 86, p.156-159). Inoltre, lo stesso Guillaume Guillon Lethière è stato nuovamente immortalato in due fogli a matita che lo ritraggono questa volta di fronte (Naef 1977, IV, cat.135 e 136, p.246-249), ma in un caso il suo volto non possiede la stessa vivacità e forza espressiva.

Chiara Stefani