Aroldo Bellini - Nuotatore alla partenza

Aroldo Bellini - Nuotatore alla partenzaAroldo Bellini
(Perugia 1902 – Roma 1984)

Nuotatore alla partenza

Bronzo, h. 39

Firmato sotto la base a graffito: A. Bellini

“È uno degli statuari, per limpida saldezza, più dotati e più degni della generazione in cammino. Ha gettato opere nel bronzo; altre ha scolpito dalle vive fibre del marmo: sportivi, atleti, lottatori, arcieri. Le maggiori incoronano le candide esedre del Foro Italico” (Sapori, 1949, p.440). Dalle parole che Francesco Sapori dedica allo scultore è chiarito il legame indissolubile del nome di Aroldo Bellini con una delle più imponenti imprese urbanistiche e architettoniche del Regime: la realizzazione del Foro Mussolini.

Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove si diplomò nel 1924 terminando nel ’27 anche gli studi di architettura, l’artista si trasferì a Roma nel ’31, quando gli furono commissionate le prime sculture per lo Stadio dei Marmi. Da quel momento fino al 1936 Bellini lavorò esclusivamente per il grande cantiere romano. Delle sessanta statue in marmo alte quattro metri collocate sul gradino più alto dello Stadio, ben tredici furono realizzate da Bellini, che eseguì inoltre i due gruppi in bronzo diLottatori sulla tribuna d’onore, due statue collocate davanti all’entrata e numerose altre sculture per diversi ambienti del complesso sportivo tra cui i bronzi Lottatore, Giovane atleta con strigile e Nuotatore alla partenza, destinati alla piscina coperta (Schmidt 1990, pp.28-29).

Il Nuotatore alla partenza qui esposto è identico nella posa a quello realizzato per il Foro Mussolini. L’atleta è colto nel momento immediatamente precedente il tuffo, con le braccia protese in avanti, il busto piegato sulle gambe flesse, pronto a spiccare il salto; il baricentro della composizione è spostato in avanti, dando la sensazione che il corpo sia sospeso nell’aria e che i piedi non siano un punto di appoggio ma l’ultimo appiglio prima dello slancio.

Rispetto a quello della piscina del Foro Mussolini, a grandezza quasi naturale, questo piccolo bronzo presenta un trattamento meno sintetico: le linee della capigliatura, i tratti del viso, le vene e i muscoli evidenziano una maggiore attenzione al dettaglio naturalistico. Più intensa anche l’espressione del volto che con lo sguardo fisso e la fronte aggrottata esprime tutta la tensione del momento. La scultura è caratterizzata da una linea nervosa che dal gradino di partenza si scarica su tutta la sagoma del nuotatore secondo rette e angoli vivi, conferendo all’opera una grande forza espressiva.

Il richiamo alla statuaria classica, evidente in tutti gli atleti del Foro, non è immediatamente riscontrabile in questo bronzo. Tuttavia la posizione del corpo, flesso e proteso in avanti nell’attimo che precede l’azione, fa pensare alDiscobolo, del quale però non viene ripreso l’equilibrio della forma bensì la forza della tensione e del movimento.

Antonella Dell’Ariccia