Othmar Bioschi - II Monte Cavo e il Lago d'AlbanoOthmar Bioschi
(Vienna 1854 – Roma 1912)

II Monte Cavo e il Lago d’Albano

Olio su tela, cm. 52 x 85

Firmato in basso a destra: Oth. Brioschi Rom.

Sul verso della cornice in alto: Othmar Brioschi.
Rom Palazzo Venezia. Monte Cavo am Albaner See.
Prov. Dora Bretschneider Via dei Condotti 85.

Sul verso in basso etichetta per la mostra Roma nell’Ottocento al Palazzo dei Musei di Roma, 1932

Bibliografia: Roma 1932, p. 153 n. 89.
Carattere distintivo della pittura di Brioschi è l’incombere della massa scura delle quinte di alberi e arbusti del primo piano sulle luci dorate del paesaggio che si apre sullo sfondo. Brioschi guarda al paesaggio attraverso l’esperienza della pittura romantica riquadrando la veduta in una sorta di finestra ideale in cui tornano immancabilmente le presenze verticali di cipressi e boschetti di leccio. Come Adolf Hirémy-Hirschl compagno dei suoi studi di paesaggio, l’osservazione della natura si trasforma in “visione” e espressione delle suggestioni luminose del brano di paesaggio prescelto (Hartwig 1996, p. 249).

La pittura sommaria di questi bozzetti poco interessata al dettaglio oggettivo, si costruisce per piani di colore brillanti che contrastano con le scure presenze verticali degli alberi in primo piano: la linea perlacea dello specchio d’acqua segna orizzontalmente l’aprirsi della visione sino alla luminosità dello sfondo. Giunto a Roma nel 1883 con una borsa di studio biennale dell’Accademia di Vienna dove aveva studiato pittura di paesaggio con Liechtenfels, dopo un breve intervallo vi tornerà nuovamente stabilendosi a Palazzo Venezia e divenendo accademico di merito dell’Accademia di San Luca nel 1906. Dalla frequentazione dell’ambiente artistico mitteleuropeo romano con le sue venature simboliche e visionarie non prive di richiami alla pittura di Böcklin Brioschi trae gli ingredienti della sua interpretazione della campagna romana che già durante il primo soggiorno aveva ottenuto un riconoscimento ufficiale con il dipinto La poesia cammina sul sentiero della santa solitudine (Garms 1972).

Serenella Rolfi