Francesco Nagni - Busto di Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi

Francesco Nagni - Busto di Luigi Amedeo di Savoia Duca degli AbruzziFrancesco Nagni
(Viterbo 1897 – 1977)

Busto di Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi

Cera, cm 57,5 x 61,5 x 33

Si tratta del modello in cera del busto commemorativo in bronzo raffigurante Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi (Madrid 1873 – Mogadiscio 1933), realizzato dal viterbese Francesco Nagni (scheda biografica in Marini Clarelli 1983, pp. 108-110) tra il 1934 ed il 1935 e oggi conservato al Museo Centrale del Risorgimento. Per volere della regina Elena, nel 1934 venne bandito un concorso nazionale – suddiviso in pittura, scultura ed incisione – per realizzare una serie di opere d’arte che ritraessero gli eroi della Grande Guerra fregiati delle “Medaglie d’Oro” (da cui appunto il nome della prova conosciuta anche come “Concorsi della Regina”; Pizzo 2001, p.23).

Il concorso, ultima testimonianza delle suggestioni risorgimentali e del culto degli eroi della patria di cui era impregnata la cultura del ventennio fascista, è per noi icastica dimostrazione della politica di esaltazione per il “gesto glorioso” operata negli anni del regime nell’ottica del recupero di una memoria bellica nazionale e delle tradizioni militari (Winter 1995, pp. 122-125; Pizzo 2000, p.19). In questa prospettiva, nel febbraio del 1934, il generale senatore Grazioli fu chiamato ad incontrare al Quirinale gli artisti partecipanti per chiarire le modalità e le “altissime finalità artistiche, patriottiche e sociali di questi concorsi”, le cui opere dovevano indicativamente avere un “soggetto determinato, chiaro, concreto, […] rispetto della realtà storica di persone e cose, piena comprensibilità popolare dell’opera”, rifuggendo accuratamente “voli fantastici e simboli nebulosi” (Biàdene, 1934, p.875).

Le prove produssero come risultato una “popolazione” di 3000 bozzetti eseguiti da oltre 1700 artisti ed esposti nelle sale del Quirinale nel giugno del 1934 sotto lo sguardo compiaciuto della Regina “accompagnata dal Re e dalle Principesse della Casa Reale” (Ibidem). Dei 34 busti tradotti in bronzo per “celebrare i grandi fatti della Guerra e della Vittoria e le maggiori figure di Combattenti e di Eroi” (“Illustrazione Italiana” 1935), scelti tra i 763 bozzetti in gesso presentati al concorso da 746 scultori, furono premiati ex equo dalla giuria proprio il ritratto del Duca degli Abruzzi di Francesco Nagni e quello della Medaglia d’Oro Antonio Locatelli realizzato dallo scultore Antonio Berti.

L’opera di Nagni – di cui presso la romana Accademia di San Luca si conserva anche una traduzione in marmo delle stesse dimensioni del bronzo e della cera qui esposta – fu poi acquistata, insieme ad un cospicuo numero di altre sculture, pitture ed incisioni realizzate per il concorso, dalla regina medesima allo scopo di farne dono al Museo del Risorgimento – chiudendo così idealmente la parabola del processo di unificazione nazionale – e testimoniare “domani, insieme ai cimeli del nostro Risorgimento, la passione, la fede e la qualità degli artisti italiani del nostro tempo” (“Rassegna Storica del Risorgimento” 1935, p.611; Museo Centrale del Risorgimento 2000, pp. 45- 48, con l’elenco di tutte le opere donate dalla regina Elena).

Francesco Leone