Mariano Benlliure Y Gil - Busto di José Villegas

Mariano Benlliure Y Gil - Busto di José VillegasMariano Benlliure Y Gil
(Valencia 1862 – Madrid 1947)

Busto di José Villegas

Terracotta patinata, cm. 56 x 36

Firmato e dedicato sulla base: querido amigo / Villegas / Roma / M. Benlliure

La fisionomia del busto, dedicato dallo scultore catalano all’amico Villegas, pone un problema d’identificazione, differendo notevolmente dal busto in bronzo di José Villegas (1848-1922) eseguito da Benlliure nel 1887 (Siviglia, Museo de Bella Artes), nel quale il pittore è rappresentato con barba e baffi all’età di quarantun anni (Hernández Diaz 1967, p. 94, n. 339; Museo Sevilla 1991, t. I, pp. 182-183; Valencia 2000, n. 47, pp. 162, 259). La nomina, nel 1898, di Villegas cinquantaduenne a direttore dell’Accademia di Spagna a Roma appare una data prematura, dal momento che il busto rappresenta verosimilmente un uomo che dimostra almeno sessantacinque anni di età, e per lo stesso motivo, è ancor meno probabile che possa trattarsi d’un ritratto di Ricardo Villegas, morto nel 1896 all’età di quarantotto anni.

Potrebbe però essere un ritratto più tardo dell’amico pittore, frequentato da Benlliure a Roma fin dal suo arrivo nel 1879, al termine d’una formazione da autodidatta che non gli aveva impedito di iniziare ad esporre alla Exposicion de Bellas Artes di Valencia nel 1876. Raggiunto il fratello pittore José, che aveva aperto nel 1878 uno studio in via Margutta, a Roma lo scultore si lega d’amicizia ai fratelli Villegas e alla cerchia dei pittori orientalisti operanti sulla scia di Fortuny ai margini dell’Accademia di Spagna. L’attività romana di Benlliure nel nono decennio del secolo è ampiamente documentata da acquerelli di figure in costume, busti, ritratti, e sculture di genere come il Ciociaro italiano, o El monaguillo(entrambe Madrid, Museo Sorolla), che esposta a Roma e a Madrid nel 1884 con il titolo italianoAccidenti!, raffigura nello sconforto d’un giovane chierichetto cui è caduto di mano l’incensiere un patetico ricordo d’infanzia. Il primo premio ottenuto alla Exposicion nacional di Madrid nel 1887 con la statua di Ribera, segna l’inizio d’una straordinaria popolarità dello scultore che per la sua longevità costituirà la figura più rappresentativa del passaggio dal XIX al XX secolo (Montolíu 1997; Valencia 2000). Autore nelle maggiori città spagnole di monumenti commemorativi ai grandi artisti e poeti del passato (da Ribera a Goya a Velazquez), la ritrattistica occupa nella sua variata e prolifica produzione un posto di rilievo.

Il busto esposto, patinato e verniciato come caratteristico delle terrecotte di Benlliure, mostra un modellato virtuosistico nella resa dei dettagli, nel quale un pittoricismo e una mobilità vibrante della forma appaiono tesi alla resa fisiognomica e dell’espressione del carattere dell’effigiato. L’aria intensa del volto, solcato da rughe e con gonfie borse sotto gli occhi, può ipoteticamente identificarsi con quella di Villegas, direttore dell’Accademia spagnola a Roma dal 1898 al 1901, incarico nel quale viene sostituito proprio dallo scultore, che già nel 1899 era stato nominato membro d’onore dell’Accademia di San Luca. Potrebbe, in ultima istanza, trattarsi di un ritratto funebre del pittore, morto nel 1922 a Madrid, dove Benlliure dirigerà il Museo del Prado dal 1917 al 1931, assumendo nei primi anni il ruolo di Direttore Generale delle Belle Arti (Valdivieso 1986, p. 413; González-Martí 1987, pp. 228-233; Juler 1987, pp. 272-275; Montolíu 1997; Valencia 2000).

Alessandra Imbellone