Lodovico Pogliaghi - Modelli per la medaglia del IV Centenario ColombianoLodovico Pogliaghi
(Milano 1857 – Sacro Monte di Varese 1950)

Modelli per la medaglia del IV Centenario Colombiano

Bronzo, ciascuno cm 30 di diametro

Iscrizioni, sul recto: CRISTOFORO COLOMBO; sul verso: MDCCCXCII

I due rilievi bronzei costituiscono il modello, di maggiori dimensioni, della medaglia celebrativa realizzata da Pogliaghi per il IV centenario della scoperta dell’America. Il primo, corrispondente al recto, mostra il busto di Colombo in costume neorinascimentale, sostenuto da un’aquila ad ali spiegate e sormontato dal globo terrestre, sotto il quale si stringono la mano le due figure simboleggianti l’Europa e l’America con i loro attributi. L’ Europa veste la clamide e il manto, recando lo scettro nella mano sinistra; ai suoi piedi sono una testa scolpita, un capitello e un libro, rappresentanti le arti e la storia; dietro di essa fronde d’alloro. L’America è un’indiana seminuda dal copricapo piumato, con l’arco nella mano destra; sotto di lei sono una maschera tribale e un serpente.

Sul verso è la rappresentazione allegorica della scoperta del continente americano, in cui gli Indiani sembrano colti all’improvviso dall’apparizione celeste della Prosperità, trasportata in aria da uno stuolo di putti, e contrassegnata dalla stella del buon augurio. La combinazione di molteplici rimandi all’illustre tradizione figurativa della pittura di storia, in particolare alle rappresentazioni del Trasporto di S. Maria Egiziaca e, per la figura dell’indiano in primo piano, a quelle dello schiavo tornato in vita del Miracolo della vera croce, riflette la vasta cultura artistica di Pogliaghi, protagonista di spicco dell’eclettismo di fine Ottocento. Scultore, pittore, illustratore, scenografo, decoratore, orafo, collezionista, Pogliaghi ricopre nel corso della sua lunga carriera incarichi prestigiosi a Milano, e in tutta Italia. Formatosi all’ Accademia di Brera, ottiene tramite il maestro Bertini i primi incarichi come decoratore ornatista, attendendo alla risistemazione in chiave di deliberato recupero neorinascimentale del palazzo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Il suo capolavoro in questo campo sarà trent’anni più tardi (1927-29) la decorazione neogotica della Cappella del SS. Sacramento nella basilica di S. Antonio a Padova. Pittore di pale d’altare e di scene storiche in costume, egli occupa dal 1891 la cattedra di Ornato a Brera, vincendo nel 1895 il concorso per le imposte bronzee della porta centrale del Duomo, opera capitale cui attende dal 1886 al 1908. Le numerose medaglie da lui eseguite, a partire da quella con le effigi di Umberto I e Guglielmo II del 1878 fino a quella commemorativa della Conciliazione del 1929, sono realizzate in bronzo dalla fonderia di Stefano Johnson, divenuta il maggior centro d’arte della medaglia in Italia. La produzione affidata allo scultore riveste un carattere eminentemente commemorativo, legato a cerimonie e monumenti dell’Italia Sabauda e dei primi anni del Regime fascista: dall’erezione del Monumento a Vittorio Emanuele II eseguito da Francesco Barzaghi a Genova (1886), all’ottantesimo compleanno di Giuseppe Verdi (1894); dall’Anaglifo per la morte di Umberto I (1900), alla medaglia in onore delle bandiere dei reggimenti combattenti nella guerra 1915-1918; dalla commemorazione della battaglia del Piave (1919), all’Anaglifo per la conferenza di Genova (1922), alle Medaglie per il Monumento sepolcrale di Arrigo e Camillo Boito (1927, Milano, Cimitero Monumentale; Pogliaghi 1959, pp. 50, 145).

Dalle stilizzazioni neogotiche dei portali del Duomo di Milano, alle eleganze celliniane di bronzi quali il Prometeo di palazzo Turati, all’inflessione bistolfiana del gruppo dellaConcordia per il Vittoriano, Pogliaghi va ripercorrendo, sollecitato da luoghi e contesti differenti, le gamme stilistiche ed espressive dell’illustre tradizione artistica nazionale. Intriso di continui rimandi a una tradizione artistica colta, il suo linguaggio mostra una capacità di conciliare quei timbri alla godibilità popolare, come nelle illustrazioni eseguite per la Storia di Italia di Bartolini (1886), tavole nelle quali l’accurata ricostruzione degli ambienti e dei costumi, e l’ineccepibile plausibilità fisionomica dei personaggi sfociano in scene dalla lettura semplice e immediata, adattissime ad accompagnare un’iniziativa di casa Treves, editore tra i più attenti al grande pubblico (Varese 1997).

Alessanda Imbellone