Guido Giusti - La PitturaGuido Giusti - La SculturaGuido Giusti
(Vittorio Veneto 1853-1935)

La Pittura

Terracotta, altezza cm 54,5 x 21,5 x 16
Firmata sulla base: Guido Giusti

La Scultura

Terracotta, altezza cm 55,5 x 19 x 18

I due bozzetti delle figure allegoriche della Pittura e della Scultura furono progettati da Guido Giusti per la facciata della struttura espositiva destinata a ospitare nel 1895 la Prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (Tivoli 1895; Panzetta 1994, p.149), la rassegna biennale con cui la città lagunare, guardando all’esempio di Monaco di Baviera, intese dotarsi di uno strumento di rilancio economico e culturale e insieme proporre un proficuo confronto tra l’arte italiana e le più qualificate presenze straniere, chiamate su invito diretto (Mimita Lamberti 1982, pp.100 e ss.).

La facciata si impostava su un vasto edificio costruito dall’ingegnere Enrico Trevisanato all’interno dei Giardini del Selva. Costituita in parte da materiali effimeri e perciò presto ristrutturata fino ad essere definitivamente sostituita con la Biennale del 1914, fu disegnata dal pittore Mario De Maria, noto con lo pseudonimo dannunziano di Marius Pictor (Romanelli 1976). Il suo aspetto aulico ed elegante, ispirato all’architettura greca, confermava la programmatica identificazione della tradizione figurativa italiana con il linguaggio classico, riconosciuto come quello ufficiale e unificante della nazione. Si situava dunque in un processo coerente tra il Palazzo delle Esposizioni di Roma di Pio Piacentini del 1880-83, e il Palazzo dell’Esposizione Internazionale di Belle Arti del 1911, poi sede della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, di Cesare Bazzani, sia pure quest’ultima con una declinazione liberty.

De Maria aveva previsto un pronao ionico tetrastilo tra due propilei a doppia colonna. Il repertorio classico era stato consultato anche per la decorazione plastica. Il timpano era ornato dal bassorilievo con il Trionfo di Pallade di Carlo Lorenzetti e sormontato dalla Gloria di Urbano Nono; l’attico era coronato da aquile dorate e infine, nelle due nicchie aperte tra pronao e propilei, furono collocate le due statue della Pittura e della Scultura. Giusti realizzò solo la prima, messa in opera nel 1895 come testimoniano le fotografie dell’epoca, mentre la seconda, affidata allo scultore Augusto Benvenuti, non fu terminata in tempo per l’inaugurazione e temporaneamente sostituita da un marmo antico.

Le due figure sono abbigliate e atteggiate classicamente, appoggiate a un tronco di colonna scanalata. Il neoellenismo si colora, nella ridondanza decorativa dei panneggi, nel sensualismo e nella carnalità dei corpi che si intuiscono sotto il chitone e nelle morfologie dei volti, di cadenze floreali e naturalistiche divergenti dal canone classico.

Di questo artista, sino ad oggi poco conosciuto, è stata avviata la riscoperta ad opera del Museo del Cenedese di Vittorio Veneto, che ne custodisce un nucleo di opere. Operante soprattutto per una clientela locale, nei campi della scultura decorativa, del ritratto e del monumento funerario, la sua carriera artistica è segnata da alcune presenze alle rassegne, come quelle di Venezia del 1887 e 1894, dove espose rispettivamente i gruppi Salvata eAmplexus (Vittorio Veneto, Museo del Cenedese) e Berlino, dove propose un’Odalisca(Delfini Filippi 2002).

Stefano Grandesso